17 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
Voto unanime del Consiglio Regionale

Polverini: I tagli? Solo il primo passo

«Serviva uno scatto d'orgoglio e un gesto forte: questo gesto c'è stato con la spending review più importante realizzata dalle Regioni». Alla fine la Presidente della Regione, come ci si aspettava, ha incassato l'appoggio (unanime) del Consiglio regionale del Lazio e non si è dimessa. Ma le inchieste continuano

ROMA - «Serviva uno scatto d'orgoglio e un gesto forte: questo gesto c'è stato con la spending review più importante realizzata dalle Regioni». Alla fine Renata Polverini, come ci si aspettava, ha incassato l'appoggio (unanime) del Consiglio regionale del Lazio e non si è dimessa. Ieri è arrivato il voto positivo sui 'suoi' tagli, almeno sui due provvedimenti votati e che riguardano la soppressione delle commissioni consiliari speciali («Federalismo fiscale e Roma Capitale», «Sicurezza ed integrazione sociale, lotta alla criminalità», «Sicurezza e prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro») e il dimezzamento (da 16 a 8) di quelle ordinarie.
Gli altri infatti (come lo scioglimento dei monogruppi, la riforma del regolamento dei lavori consiliari, la riduzione dei consiglieri e degli assessori, un collegio di revisori dei conti esterno con i membri nominati a sorteggio) saranno calendarizzati nei prossimi giorni. Lunedì alle 11.30 è fissata una conferenza dei capigruppo per stabilire l'ordine dei lavori.

IL SOSTEGNO DI BERLUSCONI - Ma quello che, dopo il terremoto Fiorito, la Polverini lo scorso lunedì aveva chiesto al Consiglio - «una svolta totale» e di «rilanciare una partita alta e far partire da questa Regione un esempio» - dopo quattro giorni di passione, al limite delle dimissioni, l'ha ottenuto. Anche sul piano politico. Sostenuta da Berlusconi è rientrata la frattura con il suo partito, grazie anche alle dimissioni di giovedì dell'ex capogruppo Pdl Francesco Battistoni (per il quale ieri «il Consiglio ha scritto una pagina di bella politica») e la nomina al suo posto della giovane (26 anni) e 'fedelissima' Chiara Colosimo. Ed è stato proprio il voto unanime in consiglio, ha detto la governatrice, a convincerla «che vale ancora la pena di andare avanti e dare a questo paese l'idea che c'è una classe politica che non c'entra nulla con le inchieste giudiziarie».

MA LE INCHIESTE NON SI FERMANO - Inchieste che però non si fermeranno qui. Anche ieri mattina magistrati e investigatori applicati all'inchiesta sui fondi e rimborsi concessi al Pdl alla Regione Lazio si sono infatti incontrati per una nuova riunione, anche alla luce dell'attività ispettiva svolta giovedì dalle Fiamme gialle nella sede della Pisana, dove per alcune ore sono stati ascoltati diversi funzionari dell'ufficio di presidenza del Consiglio.

ALEMANNO: POLVERINI CONTINUI CON IL RINNOVAMENTO - «Renata Polverini deve continuare sulla strada del rinnovamento. Ritengo che abbia operato la scelta migliore nel non gettare la spugna e, con il coraggio, la passione e la determinazione che la contraddistinguono, rimanere a guidare la Regione fuori da una crisi morale e sulla strada della chiarezza, della trasparenza e del rinnovamento». Lo afferma il sindaco di Roma Gianni Alemanno, in una nota.

FIORITO: ALFANO NON PUÒ CACCIARMI - «Alfano non mi può cacciare dal partito. Forse ci sono altri soggetti del Pdl che hanno pendenze più grandi delle mie e non mi sembra siano stati cacciati dal partito.» Così Franco Fiorito, consigliere regionale del Pdl in Lazio, ai microfoni de La Zanzara su Radio 24.
«Alfano conosce quanto me il regolamento, per essere espulsi ci vuole un procedimento, che si pronuncino i probiviri e che soprattutto ci sia una colpa. Io sono indagato, con una vicenda che ha provocato clamore, ma non sono stato né rinviato a giudizio né condannato Se voglio continuare a fare politica? Assolutamente sì. Ne uscirò pulito e anzi qualcuno mi dovrà chiedere scusa».