28 febbraio 2020
Aggiornato 00:00
Il PDL e il caso Fiorito

Polverini, «nuovo Centro» in vista?

La Presidente del Lazio ha comunicato a diversi assessori di essere pronta a dimettersi per portare la Regione al voto. In quelle stesse ore, in molti hanno provato a contattarla o incontrarla, certamente è riuscito a discutere con lei Silvio Berlusconi, pregandola di ripensarci, di evitare gesti avventati

ROMA - La tensione per lo scandalo 'ostriche&champagne' che ha travolto il Pdl laziale. I rumors che accreditano nuovi capitoli dell'imbarazzante vicenda. Ma anche tanta stanchezza e rabbia, mesi difficili segnati dalla battaglia contro la malattia e giorni infiniti spesi in un braccio di ferro con i big del Popolo della libertà. Anche per queste ragioni, Renata Polverini questo pomeriggio ha comunicato a diversi assessori di essere pronta a dimettersi per portare il Lazio al voto. Molti di loro a sera smentiscono, ma erano a conoscenza delle intenzioni della Presidente fin dalla tarda notte di ieri. Ha preso il telefono, Polverini. E ha comunicato a tutti di essere pronta a gettare la spugna, stavolta davvero. Poi ha incontrato il ministro degli Interni Cancellieri per discutere delle ipotesi di voto anticipato.

IL PRESSING DEL PDL - In quelle stesse ore, in molti hanno provato a contattarla o incontrarla, certamente è riuscito a discutere con lei Silvio Berlusconi, pregandola di ripensarci, di evitare gesti avventati. Il Cavaliere si è fatto portavoce della paura di un'intera classe dirigente, fiaccata dagli scandali e terrorizzata da un salto nel buio chiamato urne. E così la conferenza stampa che Polverini avrebbe voluto tenere alle 18 in Regione - così era stato programmato - è stata momentaneamente congelata.

«AZZERARE I VERTICI LAZIALI» - Questa storia, sfociata nella convulsa giornata di oggi e che ancora stenta ad avviarsi a conclusione, inizia poco prima dell'ultimatum che Polverini pronuncia in consiglio regionale pochi giorni fa, sollecitando misure drastiche per invertire la rotta. Già lì Renata chiede una svolta, secondo qualcuno pretende qualcosa che il Pdl non può accettare, per arrivare alla rottura: la rimozione di chi ha sbagliato e un vero e proprio azzeramento di una parte significativa del Pdl laziale, già diviso al suo interno in molto e combattive sottocorrenti. L'ex leader sindacale sollecita ufficiosamente l'intervento di Alfano, ingaggia una battaglia che ha come esito più probabile la fine del governo Polverini.

A BREVE NUOVI CAPITOLI? - E poi ci sono le rivelazioni che da giorni imbarazzano il consiglio regionale. E che pesano. Indiscrezioni riportano della pubblicazione di imminenti, nuovi capitoli, sempre più imbarazzanti. Polverini, secondo alcune fonti, ritiene non sostenibile l'atteggiamento del Pdl di fronte agli scandali. Chiede gesti traumatici, di rottura sostanziale. Che però non arrivano, tanto che ad esempio il Pdl smentisce il commissariamento nel Lazio.

VERSO IL «NUOVO CENTRO» - E poi c'è il futuro. C'è chi addirittura ipotizza future intese tra Città nuove e l'area centrista capitanata da Casini, con cui da tempo Polverini alimenta un intenso dialogo. Secondo questo schema, la rottura dovrà comunque avvenire entro le Politiche del 2013, quando la partita delle eventuali regionali nel Lazio potrebbe accordarsi con scenari nazionali. In questo momento resta però la polvere della battaglia in corso, le tensioni fortissime nel Pdl del Lazio, il ruolo degli ex An. E un braccio di ferro che ha portato Polverini ad alzare il telefono e avvertire gli assessori della giunta di aver deciso di mollare. A confermarlo, anche se solo tra le righe, le parole di un consigliere della lista Polverini: «Presidente, forza e coraggio! E' quello che voglio dirti come medico, amico e capogruppo della lista che porta il tuo nome. Si deve nascondere chi ha motivo di farlo e tu non ne hai. Il tuo percorso deve continuare con la medesima determinazione con cui abbiamo imparato a riconoscerti. Come hai combattuto contro la malattia, allo stesso modo combatti per la nostra regione».