6 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
Festa democratica di Reggio Emilia

Profumo: I fuoricorso devono pagare di più

«Chi si iscrive all'università ma decide di fare altro ricevendo comunque benefit dal suo status di studente deve pagare di più di chi studia e basta o degli studenti lavoratori». Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo. «Quattro le competenze dell'insegnante del futuro»

REGGIO EMILIA - Chi si iscrive all'università ma decide di fare altro ricevendo comunque benefit dal suo status di studente deve pagare di più di chi studia e basta o degli studenti lavoratori. Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo.
«Dobbiamo essere chiari fino in fondo - ha aggiunto Profumo dalla Festa democratica di Reggio Emilia -. Chi vuole studiare o studiare lavorando deve poterlo fare nella migliore delle condizioni, ma chi fa altro non va sostenuto con i soldi delle tasse: quelli devono pagare di più, devono contribuire di più alla loro formazione se la vogliono».
Il ministro ha ricordato che, essendo il primo di tre fratelli, ha studiato all'università lavorando contemporaneamente per sostenersi gli studi.

Quattro le competenze dell'insegnante del futuro - L'insegnante del futuro deve essere una «persona in grado di mantenere un filo logico» nei suoi interventi, sia capace di «interpretare un testo», deve avere «competenze di tipo informatiche» e di tipo «linguistico».
Secondo Profumo questi sono i quattro «elementi essenziali per il docente del prossimo anno».
Secondo il ministro Profumo, gli insegnanti del futuro devono diventare capaci di «stare nella scuola» cioè devono «stimolare gli studenti» e devono «sapere alternare un'attività di docenti ad un'attività di discenti: devono imparare continuamente».

In Italia, occorre passare da un sistema di cooptazione ad un sistema aperto perché per troppo tempo «siamo rimasti legati a sistemi chiusi in cui si cooptavano persone». Durante il suo intervento il ministro all'Istruzione ha parlano della necessità di «rimescolare il sangue»: «In questi anni - ha spiegato - ci siamo un po' riprodotti, a volte bene a volte male. Ora dobbiamo pensare ad aprire il sistema».
Come hanno fatto notare a livello europeo, l'Italia deve cambiare passo nel campo dell'istruzione, e lo deve fare garantendo «processi trasparenti», che «valorizzino le capacità delle persone». Servono «tempi certi e semplificazione» sempre nel «rispetto della legge».