10 dicembre 2019
Aggiornato 01:30
I No Tav in Valsusa

No Tav: Tagliati centinaia di metri di filo spinato e recinzioni

Lo scrivono sul proprio sito gli attivisti No Tav, facendo il resoconto della «passeggiata notturna» di ieri sera a Chiomonte: Dirigente Digos ferito? Decine di noi sono stati feriti e medicati. Cota: Mandare via i «turisti della violenza». Fassino: Va isolato fanatismo cieco e violento in Valsusa. Sap: Governo mandi subito l'esercito in Val di Susa

ROMA - «Centinaia di metri di filo spinato siano stai tagliati. Nella parte bassa del cantiere sul lato del Clarea sono state tagliate le recinzioni per alcune decine di metri nella loro totalità aprendo un enorme varco». Lo scrivono sul proprio sito gli attivisti No Tav, facendo il resoconto della 'passeggiata notturna' di ieri sera a Chiomonte, durante la quale si sono verificati gravi disordini. I No Tav spiegano che «le barriere new jersey famose per la loro solidità sono state finalmente abbattute aprendo a circa dieci metri dalla baita Clarea un varco di almeno 8 metri» e che il muro di recinzione, fatto applicare nello scorso autunno ai punti più a rischio secondo i dirigenti della questura torinese, sarebbe «stato abbattuto a colpi di mazza per almeno una ventina di metri. Ed ancora molte torri faro abbattute, fonte di un inutile spreco e di inquinamento luminoso in una bellissima valle che sembra si stia trasformando in una base lunare».
Secondo gli attivisti, «dall'altro lato della recinzione», il lato delle forze dell'ordine e di chi gestisce i lavori, «si tende a minimizzare gli obiettivi raggiunti dal movimento per dare peso ad una versione per cui durante la serata di sabato 21 luglio si sarebbe sviluppato in val Clarea un mero scontro tra bande, da un lato i 'teppisti' no tav e dall'altro le forze di polizia».
«Tutta l'attenzione poi - aggiungono - viene catturata da un altro fatto, un dirigente Digos di Torino che viene colpito da un petardo e cade a terra stordito. Decine di no tav sono stati colpiti dai candelotti - precisano - e sono stati curati dal servizio medico No Tav. Pensiamo invece che qui si debba guardare ai fatti, alla grande e coraggiosa opera di migliaia di no tav che durante due interminabili ore si sono adoperati per cercare di smontare più parti possibile di quell'apparato di distruzione che ormai tutti conosciamo».

Cota: Mandare via i «turisti della violenza» - «Bisogna mandare via i 'turisti della violenza' dalla Val di Susa Sono persone che nulla hanno a che fare con chi può avere un'opinione diversa sulla realizzazione della Torino-Lione». Lo ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota dopo quanto accaduto ieri notte al cantiere di Chiomonte.
«Si tratta di gente che non ha affatto a cuore il futuro della Valle visto che vi porta solo danni e violenza. Chiedo innanzitutto - spiega Cota - il rispetto della legge. Se ci sono persone che «campeggiano» in zone non adibite al campeggio, ebbene queste devono essere allontanate subito. Dobbiamo proteggere la Val di Susa dall'azione di questi sciagurati. Si tratta di luoghi bellissimi che hanno subito un gravissimo danno di immagine a causa di questa gente. Adesso basta. Mandiamoli via».

Fassino: Va isolato fanatismo cieco e violento in Valsusa - «Il Governo ha il dovere di garantire il dispiegamento di forze dell'ordine adeguato e tutti, istituzioni, partiti, forze sociali, cittadini, abbiamo il dovere di reagire per isolare e fermare un fanatismo ideologico cieco e violento che, come già accaduto in passato, anche oggi può solo condurre a nuove sofferenze e devastazioni». Lo ha dichiarato il sindaco di Torino Piero Fassino, esprimendo la solidarietà della Città e sua personale a Prefetto, Questore, alle Forze dell'Ordine e al capo della Digos Giuseppe Petronzi, «vittima di una aggressione inqualificabile».

Saitta: Il Ministro dell'Interno mandi rinforzi in Val Susa - «Ha ragione il ministro Cancellieri: la zona del cantiere Tav in Valle di Susa è occupata da gruppi militari organizzati con l'obiettivo della violenza fine a se stessa, del resto lo diciamo da tempo. Ora il Governo ha il dovere di mandare subito rinforzi agli agenti del nostro territorio, che si trovano a fronteggiare avversari addestrati». A lanciare l'appello il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, secondo cui «le forze dell'ordine» devono essere messe in grado di «sentire il sostegno che meritano e non solo a parole, con l'invio di uomini e mezzi da parte del Governo».
«I mesi estivi purtroppo sono notoriamente l'occasione per i gruppi antagonisti che sfruttano per i propri obiettivi la battaglia contro la linea ferroviaria e si radunano in Valle» ha ricordato infine Saitta.

Sap: Governo mandi subito l'esercito in Val di Susa - «E' l'ennesimo atto di violenza nei confronti delle forze dell'ordine. Rinnoviamo l'invito al Governo ad avere coraggio e ad inviare l'esercito in Valdisusa». E' il commento sugli scontri di questa notte a Chiomonte di Nicola Tanzi, segretario generale del sindacato di polizia Sap, ai microfoni di Radio 24 - Sole 24 Ore.
«Si tratta di una zona strategica - ha detto Tanzi - e l'esercito serve per controllare il territorio. E' indispensabile e necessario non preoccuparsi dei risvolti politici ed evacuare immediatamente il campo antagonista di Chiomonte Lo Stato deve finalmente adoperarsi per far rispettare la legge».