25 febbraio 2020
Aggiornato 14:30
Lo scandalo sanità in Lombardia

Formigoni, la Lega vuole il voto nel 2013

Il Presidente lombardo ribadisce di non essere indagato e non molla. Intanto il Portavoce diffida chiunque a affermare che è indagato. Pd: La Lega ha paura, attendismo inadeguato alla situazione. Idv: Il Carroccio crollerà con lui dopo aver deluso i militanti

MILANO - L'alleanza tra Pdl e Lega Nord in Lombardia inizia a fare acqua a causa dell'indagine della Procura di Milano sulla sanità regionale. Mentre Roberto Formigoni continua infatti a escludere di essere indagato e ribadisce di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia, il triumviro del Carroccio, Roberto Maroni, osserva che «tutto quello che è successo rende piuttosto difficile pensare che si possa continuare fino al 2015», cioè la scadenza naturale della legislatura regionale. Non è ancora un avviso di sfratto, ma intanto la discussione su un eventuale abbinamento tra le elezioni politiche del 2013 e il voto anticipato in Lombardia è nell'agenda del Carroccio e sarà discusso nelle prossime settimane, a partire dal congresso federale che si aprirà fra cinque giorni alle porte di Milano

Ipotesi voto nel 2013 con le politiche - A Maroni «non interessa tanto capire se ci sono fondamenti di carattere penale, perché questo è compito della magistratura, ma se questa vicenda renda possibile la continuazione del governo della Regione Lombardia fino al 2015, perché ci sono ragioni di merito che valuterà il giudice e poi ci sono anche ragioni di opportunità politica che a volte rendono difficile o addirittura impossibile continuare. Questa è la valutazione che faremo» ha detto stamani lo stesso ex ministro. «Abbiamo fatto una valutazione attenta - ha poi riferito, dopo il consiglio federale, il capogruppo della Lega in Lombardia Stefano Galli - e riteniamo che non necessariamente si possa pensare di arrivare alla scadenza naturale. Pensiamo che nelle prossime settimane si possa anche valutare l'ipotesi di un eventuale abbinamento a elezioni anticipate insieme a quelle politiche, ma su questo ci dobbiamo ancora ragionare».

Formigoni intenzionato a non dimettersi - Nessun commento da Formigoni che oggi, a parte ribadire di non aver avuto informazioni, neanche informali, sull'indagine a suo carico, ha scelto la linea del silenzio. L'impressione è che non abbia alcuna intenzione di dimettersi e domani sarà a Roma per discutere proprio di sanità con alcuni ministri tra i quali il titolare dello Sviluppo economico, Corrado Passera. Il Pdl gli ha confermato ieri «pieno sostegno e fiducia» e anche dall'opposizione in Consiglio regionale, per ora, non arriverà una nuova mozione di sfiducia dopo quella bocciata due settimane fa al Pirellone. «Di sicuro domani verrà chiesto di illustrare in Aula ciò che sta succedendo a Formigoni, ma finchè la Lega non darà segnali di volere votare la sfiducia, che per ora non dà, non ripresenteremo la mozione. Noi siamo pronti a votarla anche subito, ma per ora i numeri non ci sono» ha osservato il capogruppo del Pd Luca Gaffuri.

Portavoce diffida chiunque a affermare che è indagato - «Si diffida chiunque a dire che Formigoni è indagato». E' quanto scrive in una nota il suo portavoce Gaia Carretta. «Si diffida chiunque dall'affermare che il presidente Formigoni è indagato. Si ribadisce che il governatore non ha ricevuto alcun avviso di garanzia e che - si legge nel comunicato - non è stato informato di alcuna notizia di indagine a suo carico, nemmeno informalmente. Dalla disamina complessiva, che comprende anche le argomentazioni usate dai giornalisti, non emerge alcuna possibilità tecnica che Formigoni possa essere indagato e ciò anche a giudizio del suo difensore».

Pd: La Lega ha paura, attendismo inadeguato a situazione - Il consiglio federale della Lega Nord ha discusso oggi l'ipotesi di togliere il proprio sostegno al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ma per il capogruppo del Pd al Pirellone si tratta solo di una manifestazione di «grande attendismo» che non fa i conti con la situazione. Il Carroccio, osserva Luca Gaffuri, «teme di perdere a cascata tutte le altre Regioni dove governa con il Pdl, per questo non si prende la responsabilità di chiudere un'esperienza che non sta dando dinamismo a Regione Lombardia». A suo parere «la situazione è così incancrenita che meriterebbe» un atteggiamento ben più deciso da parte della Lega.

Idv: La Lega crollerà con lui dopo aver deluso i militanti - Quando Roberto Formigoni sarà costretto a lasciare la poltrona di presidente della Regione Lombardia trascinerà con sé anche la Lega Nord. Ne è convinto il capogruppo dell'Italia dei Valori nel Consiglio regionale della Lombardia, Stefano Zamponi, dopo che oggi il consiglio federale del Carroccio, a suo parere, «ha deciso di continuare a sostenere l'indifendibile Formigoni pur di conservare qualche frammento di poltrona in Lombardia».