3 aprile 2020
Aggiornato 22:00
All'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri

Terremoti: Clini, ora il piano per la sicurezza del territorio

Il Ministro dell'Ambiente al question time alla Camera dei Deputati: «Le misure di prevenzione costano meno che coprire i futuri danni. No al deposito di gas a Rivara. Studio non approvato»

ROMA - Il tema del Piano nazionale per la sicurezza del territorio «è ancora aperto e ritornerà all'ordine del giorno del prossimo Consiglio dei Ministri di venerdì prossimo: la mia valutazione, contabilizzata, è che le misure di prevenzione necessarie per la messa in sicurezza del territorio hanno un costo di gran lunga inferiore a quello dei danni che poi dobbiamo necessariamente coprire dopo gli eventi». Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, al question time oggi alla Camera dei Deputati.

Clini ha spiegato che «l'esigenza di un piano nazionale per la sicurezza del territorio era stata già presentata in occasione degli eventi climatici estremi che hanno colpito Liguria, Toscana, Calabria e Sicilia nel novembre scorso. Era stato poi oggetto di una proposta di decreto legge, il cui esame è stato sospeso in relazione all'esigenza di individuare le fonti per la copertura».

Secondo il ministro bisogna «avere una valutazione del costo in relazione al ciclo economico non in relazione soltanto alla compatibilità con la contabilità annuale. Se noi investiamo oggi 10 euro per fare prevenzione nel territorio, probabilmente avremo un risultato positivo nell'arco di 2-3 anni che è di gran lunga più importante per le entrate dello Stato che non la perdita che si avrebbe il primo anno erogando i 10 euro. Mi auguro di riuscire finalmente a portare avanti questo progetto».

«Sull'emergenza in Emilia-Romagna la situazione è in parte diversa: c'è sicuramente una sovrapposizione di misure sulla sicurezza degli edifici, che va verificata alla luce delle più aggiornate norme in materia antisismica ed è una misura che serve anche per la prevenzione dei danni connessi al rischio idrogeologico; per altri versi invece - ha concluso Clini - gli interventi per l'emergenza sono finalizzati alla ricostruzione e alla ripresa delle attività produttive e questi ovviamente entrano in un'area diversa da quella delle iniziative per la messa in sicurezza del territorio».

No al deposito di gas a Rivara, studio non approvato - Dopo i terremoti delle ultime settimane in Emilia-Romagna, il deposito di gas a Rivara nel comune di San Felice sul Panaro in provincia di Modena non si farà: «Il progetto di studio, non di realizzazione, dello stoccaggio non è approvato», ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini al question time di oggi alla Camera dei Deputati.

«L'istruttoria sulla domanda di realizzazione dello stoccaggio a Rivara - ha ricordato Clini - è stata avviata nel 2002 e il Ministero dell'Ambiente ha ritenuto non sufficenti le informazioni alla base del progetto, finchè nel febbraio 2012, dopo diversi aggiornamenti della proposta, la Commissione valutazione ambientale del Ministero dell'Ambiente ha dato parere favorevole a un'indagine preliminare per verificare la fattibilità. Non è mai stata concessa dal Ministero nessuna autorizzazione e nessun parere favorevole in merito».

Il ministro ha spiegato che «dopo il primo evento sismico, nelle ore immediatamente successive, ho disposto un supplemento di istruttoria per verificare se esistevano le condizioni anche solo per autorizzare lo studio di fattibilità preliminare. Nel frattempo, considerato che la Regione Emilia Romagna aveva dato comunque parere contrario anche al progetto di studi preliminari, il ministero dello Sviluppo Economico d'intesa con noi ha negato anche l'autorizzazione agli studi preliminari», ha concluso Clini.

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