20 agosto 2019
Aggiornato 08:00
La crisi economica e il Governo

Riccardi: Paese carico di tensioni, aiutiamo le famiglie

Il Ministro per l'Integrazione: «Nel Governo c'è moltissima consapevolezza dell'esasperazione. Europa? No ai profeti di sventura, le sfide si affrontano insieme»

ROMA - «La tensione sociale oggi la avverto molto forte, e la sento crescere nel tempo». Così Andrea Riccardi, ministro per l'Integrazione e la Cooperazione internazionale, dopo la gambizzazione del manager Ansaldo a Genova e le rivendicazioni contro Equitalia. «La nostra - afferma a Repubblica - è una società piena di tensioni in sé, per la crisi economica e anche per la gente che non ha più gli ambiti dove incanalare questa tensione. I nostri provvedimenti - spiega il ministro - vogliono sostenere il tessuto umano del vivere insieme».

La crisi è economica e di legami - «Il paese si è impoverito e non da oggi. Fare il ministro tecnico per me significa anche stare a contatto con la gente e quindi credo di essermene accorto dall'inizio del governo. Si è impoverito economicamente e si è impoverito di reti umane. La madre della crisi è certo economica, ma soprattutto è crisi dei legami. Perché è proprio nei momenti critici che i legami danno senso e forza, e forniscono anche opportunità concrete. Nel mio piccolo, a febbraio avevo deciso di concentrare tutte le risorse del dipartimento famiglia su anziani e asili nido» perché «nella fragilità dei legami, un carico immenso di domande si rovescia sulla famiglia. La famiglia è sotto stress, per questo va aiutata». Da parte del governo tecnico, assicura Riccardi, c'è «moltissima consapevolezza» dell'esasperazione che porta alcuni imprenditori al suicidio.

No ai profeti di sventura, le sfide si affrontano insieme - «No ai profeti di sventura sul futuro dell'Europa». Lo ha detto il ministro della Cooperazione internazionale e dell'Integrazione, Andrea Riccardi, parlando a Bruxelles al raduno internazionale Insieme per l'Europa. «Davanti alla crisi economica e politica dell'Unione Europea - ha spiegato il ministro - può prevalere la tentazione rassicurante di recuperare i confini nazionali. E' un'illusione. La gran parte dei paesi europei, non potranno affrontare da soli le sfide globali, la crisi economica, il confronto con i giganti asiatici. Nessuno s'illuda. Se non saremo insieme, i paesi europei saranno irrilevanti. Così i nostri valori si diluiranno nelle correnti della globalizzazione: sarà una perdita per il pianeta in libertà e umanesimo. Non possiamo rassegnarci al tramonto».
Per Riccardi «la più grande miseria europea è la mancanza di speranza. La storia ci chiama a vivere tempi complessi e difficili. Non terribili, non disperati. Si può ancora agire, cambiare. Se ci sono gravi motivi di preoccupazione, anche per la sofferenza di tanti paesi europei in crisi economica, si deve generare un clima di simpatia e di solidarietà, un senso del destino comune deve risorgere, reti sociali debbono rinascere».p>