10 dicembre 2019
Aggiornato 00:00
Inizia il settimo anno del mandato

Napolitano, sesto anniversario al Colle col pensiero alla crisi

Primo ex comunista al Colle. Una giornata trascorsa come sempre al lavoro per il capo dello Stato. Impegno per l'unità del paese e ad essere il Presidente di tutti

ROMA - Sesto anniversario per Giorgio Napolitano al Quirinale. Il penultimo del suo settennato. Una giornata trascorsa come sempre al lavoro per il capo dello Stato. Ma con la preoccupazione «per l'andamento dell'economia e le prospettive dell'occupazione, in particolare dei giovani e delle donne», come ha scritto oggi in un messaggio inviato a Rete Imprese.

PRIMO EX COMUNISTA AL COLLE - Il 10 maggio 2006 Napolitano, il primo ex comunista al Colle, fu eletto con 543 voti, alla quarta votazione, con il sostegno del centrosinistra, allora maggioranza in Parlamento, e le schede bianche del centrodestra. Il giuramento avvenne 5 giorni dopo. Napolitano scelse di impostare il suo settennato con un impegno per l'unità del paese, in modo super partes, caratteristica che gli è stata riconosciuta da tutte le forze politiche. «Non sarò in alcun momento il Presidente solo della maggioranza che mi ha eletto - disse nel discorso di insediamento in Parlamento - avrò attenzione e rispetto per tutti voi, per tutte le posizioni ideali e politiche che esprimete». Il capo dello Stato pensava anche che fosse «venuto il tempo della maturità per la democrazia dell'alternanza anche in Italia. Il reciproco riconoscimento, rispetto ed ascolto tra gli opposti schieramenti, il confrontarsi con dignità in Parlamento e nelle altre Assemblee elettive». Un impegno che ha mantenuto in questi difficili anni di conflitti politici tra maggioranza e opposizione e che forse si è pienamente compiuto negli ultimi mesi quando il presidente della Repubblica ha accompagnato la crisi del governo Berlusconi fino alla nascita del governo Monti.