20 settembre 2019
Aggiornato 19:00
Non è ancora arrivata nessuna rivendicazione

Agguato di Genova, acquisiti i video delle telecamere

Ascoltato il figlio di Adinolfi che avrebbe visto i due attentatori in via Montello venti minuti prima dell'agguato. Gli Inquirenti seguono anche la pista professionale. Camusso: Preoccupa si riprenda logica di violenza

GENOVA - Non è ancora arrivata nessuna rivendicazione dell'agguato di ieri a Genova contro l'amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. Lo hanno confermato questa mattina a TM News i carabinieri del capoluogo ligure, che stanno ancora acquisendo i filmati di alcune telecamere della zona, in particolare quelle di un centro sportivo che dista poche decine di metri dal luogo dell'attentato.

Il figlio di Adinolfi avrebbe visto i due attentatori - Secondo quanto riferito dagli inquirenti, a cui Adinolfi ha già fornito una prima ricostruzione dei fatti, il figlio del dirigente ha dichiarato di aver visto i due attentatori in via Montello venti minuti prima dell'agguato. Nelle prossime ore saranno ascoltati dagli investigatori anche altri testimoni, che avrebbero notato i due nei minuti precedenti all'attentato.
Dopo aver gambizzato Adinolfi, gli attentatori, secondo gli inquirenti, potrebbero aver imboccato corso Monte Grappa, attraversato piazza Manin, via Assarotti e via Santi Giacomo e Filippo, per poi raggiungere via Orti Sauli, dove la moto utilizzata per la fuga, una Yamaha XMax 250 di color grigio antracite, è stata ritrovata dalla polizia poche ore dopo l'agguato.

Gli Inquirenti seguono anche la pista professionale - Una delle piste seguite dagli inquirenti per individuare le due persone che ieri mattina a Genova hanno gambizzato l'ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, è quella professionale, legata al suo ambiente lavorativo. È quanto emerso oggi durante la conferenza stampa del procuratore capo di Genova Michele Di Lecce e dei magistrati che indagano sull'agguato. Ad un cronista che chiedeva al procuratore capo se Adinolfi abbia suggerito qualche ipotesi sul possibile movente dell'attentato, Di Lecce ha risposto: «Non ve lo possiamo dire».

Camusso: Preoccupa si riprenda logica di violenza - «L'attentato di Genova ci preoccupa, perché qualunque sia la concreta matrice rispetto alle incertezze che ancora oggi ci sono, l'idea che si riprenda la logica di violenza preoccupa sempre». Lo ha detto il leader della Cgil, Susanna Camusso, commentando l'agguato di ieri a Genova ai danni dell'amministratore delegato di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi.
A margine della celebrazione dei 120 anni della Camera del lavoro di Roma, il numero uno della Cgil ha osservato che l'agguato di Genova «preoccupa a prescindere, anche in una condizione di tensione e crisi sociale come questa». Secondo Camusso «proprio per questo la reazione non può essere che quella di alzare il livello di guardia».p>