17 gennaio 2022
Aggiornato 19:30
Ministero dell'Istruzione

Al via da oggi la consultazione on line su titoli di studio

Sì o no al valore legale, fino al 24 aprile le valutazioni al MIUR. L'idea di sottoporre a consultazione pubblica il tema del valore legale del titolo di studio è stata proposta dal Presidente del Consiglio lo scorso 27 gennaio

ROMA - Da oggi sul sito del ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca è aperta la consultazione pubblica sul valore legale del titolo di studio. Il termine ultimo per partecipare alla consultazione è il 24 aprile 2012. L'idea di sottoporre a consultazione pubblica il tema del valore legale del titolo di studio è stata proposta dal Presidente del Consiglio lo scorso 27 gennaio. Al termine del Consiglio dei Ministri, il Presidente del Consiglio Mario Monti aveva annunciato di voler sottoporre a consultazione pubblica il tema del valore legale del titolo di studio, affidandone la gestione al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. «È una scelta che segna un elemento distintivo importante rispetto al passato. Quella che, in Europa, è oramai una prassi consolidata, in Italia ha trovato solo timide e sporadiche applicazioni», aveva sottolineato il Premier

NE GUADAGNANO LE ISTITUZIONI - «C'è, da parte di tutti i componenti del Governo - è scritto nella presentazione dell'iniziativa da parte di palazzo Chigi - la convinzione che debba essere tutta la cittadinanza (compresi i giovani) a contribuire alla ripresa economica, impegnandosi nella crescita e nello sviluppo. In quest'ottica, il contributo costruttivo di coloro che hanno un interesse o un'opinione diviene incentivo al miglioramento delle decisioni. Ne guadagnano le Istituzioni, che accrescono la propria trasparenza; i cittadini, che guadagnano l'accessibilità all'attività del Governo; infine, ne guadagna il Paese intero, che si adegua agli standard dell'Unione europea. L'idea di fondo è quella di trasformare la consultazione in un percorso, un elemento portante dell'azione di Governo che, prima di decidere, si ferma ad ascoltare la voce dei destinatari delle decisioni: i cittadini.