12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
L'allarme lanciato dai diplomatici

Cooperazione, le Feluche avvertono Monti: Un errore «frammentare»

Bene la nomina di Riccardi, ma la Farnesina resta l'«unico» titolare in materia di Cooperazione allo sviluppo: Ci rendiamo conto della necessità di una riforma che riconduca a sistema l'intero settore

ROMA - «L'unico ministero in grado di assicurare la giusta uniformità degli interventi di aiuto allo sviluppo con le politiche umanitarie e di sostegno alle imprese è quello degli Affari Esteri»: lo sottolinea in una lettera aperta al presidente del Consiglio Mario Monti il principale sindacato dei dipendenti della Farnesina, il S.n.d.m.a.e. In materia di Cooperazione allo sviluppo - è l'allarme lanciato dai diplomatici - «non di ulteriore frammentazione c'è bisogno, ma di maggiore coerenza».

Bene la nomina di Riccardi - In attesa di una riforma della Legge n.49 del 1987 sulla Cooperazione, la formazione sindacale prende atto della creazione - da parte del premier Monti - di un ministro dedicato alla Cooperazione Internazionale e l'Integrazione, con la nomina di Andrea Riccardi. E' «un segnale di attenzione del governo da lei presieduto a questo importantissimo settore della politica estera italiana», e «gliene siamo grati» scrive il presidente di Sndmae, Enrico De Agostini.
Tuttavia «sarebbe grave», avverte il sindacato «se, per creare una nuova sovrastruttura» si privasse il ministero degli Esteri di «un così importante strumento di lavoro». «Nonostante il suo progressivo indebolimento a causa di finanziamenti drammaticamente decrescenti» infatti, la Cooperazione allo sviluppo - descritta come la «traduzione concreta dell'impegno del nostro Paese in materia di alleviamento della povertà e di soccorso alle popolazioni colpite da gravi calamità» - consente all'Italia di «giocare un ruolo in aree del mondo dove altrimenti la sua voce non sarebbe ascoltata».

Ci rendiamo conto della necessità di una riforma che riconduca a sistema l'intero settore - «Purtroppo, nel corso degli anni, a causa della stratificazione di politiche non sempre coerenti con il principio fondamentale stabilito dalla legge, i fondi dell'Aiuto Pubblico allo Sviluppo sono stati dispersi tra vari dicasteri - principalmente Economia e Finanze, Ambiente e Interno - che non sono istituzionalmente deputati a occuparsi di politica estera» denuncia il presidente di Sndmae Enrico De Agostini nella lettera aperta a Monti, mandata in copia «per conoscenza» al ministro degli Esteri Terzi.
«Al danno del progressivo affievolirsi delle risorse a disposizione si è aggiunta, quindi, la beffa di non poterne gestire che una esigua parte a fini delle relazioni internazionali» sostiene il sindacato dei dipendenti del ministero degli Esteri.
«Ci rendiamo conto della necessità di una riforma che riconduca a sistema l'intero settore» della Cooperazione allo sviluppo, «riportandolo nel suo alveo naturale: quello della politica estera di un'Italia più accorta alla qualità della spesa e al sostegno delle sue imprese» si legge ancora nella missiva. «Ci auguriamo, inoltre - afferma il sindacato - che la creazione del citato Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione aiuti a imboccare con decisione questa strada, recuperando il filo di un discorso divenuto ormai troppo frammentario per essere realmente efficace».