20 gennaio 2022
Aggiornato 15:30
Politica & Inchieste | Il caso Boni

Corruzione: Formigoni, nessun «sistema Lombardia»

Il Presidente della Lombardia in una lettera al Corriere della Serea: Combattiamo ogni forma, è il nemico comune. Basta strumentalizzare. Alfano: Siamo assolutamente tranquilli, il Pdl è sano. Bossi: Vicenda messa in piedi da un balordo. Maroni: Non difendiamo Boni ad oltranza, ci ha spiegato

MILANO - «Inquietudine» e «amarezza» per le accuse su consiglieri regionali, «ipotesi di corruzione», ma «la corruzione nella nostra Regione non è per nulla un sistema». Dunque, basta «strumentalizzazioni». Lo scrive, in una lettera al Corriere della sera, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. E insiste: «La corruzione da noi non è per nulla un sistema, ma vogliamo combattere ogni sua manifestazione e lo stiamo facendo. In questi anni, da presidente ho lavorato per rendere i processi decisionali e i meccanismi di controllo il più possibile impermeabili a ogni fenomeno corruttivo».
Formigoni spiega di avere «allo studio ulteriori iniziative» e si dichiara «aperto, come sempre, a ulteriori suggerimenti o proposte da qualunque parte provengano». «Apriamo un pubblico dibattito - dice il governatore lombardo -. La corruzione è un nemico comune e purtroppo è presente non solo nella politica, ma nella finanza, nell'economia e in molti campi dell'attività umana, e certamente non solo in Lombardia. Non si può estirparla per decreto. E' però possibile, attraverso un serio contrasto come quello per cui continuerà ad impegnarmi, evitare che prevalga e offuschi quel tanto di bene comune che viene quotidianamente prodotto nelle istituzioni».

Alfano: Siamo assolutamente tranquilli, il Pdl è sano - Sulle inchieste per corruzione in Lombardia «la magistratura deve fare il proprio mestiere» senza «politicizzazione delle inchieste», ma il Pdl «è davvero un corpo sano, siamo assolutamente tranquilli». Lo ha detto il segretario del Pdl Angelino Alfano al termine del convegno di Confindustria a Milano.
«La magistratura deve fare il proprio mestiere - ha detto Alfano - Confidiamo che non ci sia politicizzazione delle inchieste e siamo convinti che quando si ravvisano cose di corruttela si tratta di fatti e comportamenti personali. Poiché il Pdl è un corpo sano - ha aggiunto - ignora la corruzione endemica che caratterizzò in talune circostanze i partiti della prima repubblica. Siamo assolutamente tranquilli, il Popolo delle Libertà in Lombardia e nel resto d'Italia è un corpo davvero sano». In ogni caso, il Pdl «è assolutamente al fianco del presidente Formigoni, per la sua esperienza di governo che intendiamo continuare a difendere e tutelare».

Bossi: Vicenda messa in piedi da un balordo - Il caso Boni «sta diventando pesante grazie a voi giornalisti», «è messo in piedi da un balordo»: nessuna spartizione tra Lega e Pdl, Umberto Bossi non ne ha mai avuto «sentore». Lo ha sottolineato proprio il leader della Lega, parlando dell'inchiesta che coinvolge il presidente del Consiglio regionale, Davide Boni, su presunte tangenti.
A margine della riunione del «parlamento della Padania» che si svolge a Sarego (Vicenza), Bossi ha puntualizzato di non credere a spartizioni tra Lega e Pdl nella Regione Lombardia. «Non credo - ha spiegato - alla spartizione tra Pdl e Lega di cui si parla. Non ho mai avuto sentore di robe del genere. E' una cosa messa in piedi da un balordo. La magistratura - ha concluso Bossi - farà quello che deve, staremo a vedere».

Maroni: Non difendiamo Boni ad oltranza, ci ha spiegato - Non è una difesa «ad oltranza» quella della Lega Nord nei confronti del presidente del Consiglio regionale della Lombardia Davide Boni, coinvolto in un'inchiesta su presunte tangenti. «Non lo difendiamo ad oltranza - ha spiegato l'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni a margine del «parlamento della Padania» - lo abbiamo incontrato e ci ha spiegato la sua posizione dicendo che non è vero niente e che questo personaggio che lo accusa è un millantatore».