6 giugno 2020
Aggiornato 23:00
Inchiesta della Procura di Milano

Nuova bufera tangenti in Lombardia, Pm: Un milione alla Lega Nord

Indagato Davide Boni, Presidente del Consiglio regionale. Lui: Sono estraneo ai fatti. I soldi delle tangenti, secondo i sospetti gli inquirenti, venivano consegnati dentro alcune buste dall'architetto Michele Ugliola e dal cognato Gilberto Leuci

MILANO - Ammonterebbe a un milione di euro tra soldi dati e promessi, la somma di denaro in tangenti pagate nell'inchiesta che coinvolge il presidente del consiglio regionale lombardo, in quota Lega Nord, Davide Boni. Secondo i pm collimano le intercettazioni con i verbali di interrogatorio. Stando alla ricostruzione accusatoria, il denaro non sarebbe stato utilizzato personalmente da Boni, ma sarebbe stato utilizzato per il partito del Carroccio.

Bocche cucite tra i leghisti - Boni, che si è detto «estraneo ai fatti» è indagato per corruzione dalla procura di Milano in relazione a un filone di indagine nato dall'inchiesta su tangenti al comune di Cassano D'Adda. I soldi delle tangenti, secondo i sospetti gli inquirenti, venivano consegnati dentro alcune buste dall'architetto Michele Ugliola e dal cognato Gilberto Leuci. Tra gli indagati ci sono anche l'immobiliarista Luigi Zunino, l'imprenditore Francesco Monastero, l'ex sindaco di Cassano D'Adda, Edoardo Sala, l'ex assessore allo Sport dello stesso comune, Marco Paoletti, poi consigliere provinciale. Tra le fonti di prova ci sono intercettazioni telefoniche a carico di Paoletti e Monastero.
«Boni e Ghezzi utilizzavano gli uffici pubblici della regione Lombardia come luogo di incontro per accordi corruttivi nonché per la consegna di soldi», hanno scritto i pm Robledo e Filippini nel decreto di perquisizione dell'inchiesta milanese. E se i leghisti lombardi restano a bocce cucite, Pd, Idv e Sel nel consiglio regionale lombardo chiedono le dimissioni del presidente dell'assemblea e il ritorno alle urne.

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