22 febbraio 2024
Aggiornato 04:30
Terrorismo | Il rapimento di Rossella Urru

Urru, voci su liberazione ma nessuna conferma ufficiale

Secondo fonti mauritane - che peraltro non fanno cenno dei due ostaggi spagnoli - la cooperante italiana sarebbe stata liberata in cambio di un militante islamico; ma la notizia non ha ricevuto alcun'altra conferma ufficiale

ROMA - Nessuna conferma ufficiale, né da parte della famiglia: la notizia della liberazione della cooperante italiana Rossella Urru - rapita insieme agli spagnoli Ainhoa Fernandez ed Enric Gonyalons - rimane al momento un'ipotesi lanciata da alcuni siti locali ma non suffragata dai fatti.
Secondo fonti mauritane - che peraltro non fanno cenno dei due ostaggi spagnoli - la cooperante italiana sarebbe stata liberata in cambio di un militante islamico; ma la notizia non ha ricevuto alcun'altra conferma ufficiale. Altre fonti vicine alla mediazione hanno reso noto che il Movimento Unito per il Jihad nell'Africa Occidentale (Mujao) ha chiesto 30 milioni di euro per il rilascio degli ostaggi.

Boniver: Libera? Se fosse vero lo sapremmo - Sta di fatto che sia l'inviato speciale del Ministero degli Esteri italiano per le emergenze umanitarie, Margherita Boniver, che il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Garcia Margallo si sono recati in Mali nelle ultime ore: Boniver, intervistata da SkyTg24, si è limitata a dichiarare che se Urru fosse stata effettivamente liberata «lo sapremmo», mentre da Madrid è filtrata solo l'assicurazione che gli ostaggi «stanno bene».
Ufficialmente la missione del capo della diplomazia spagnola - che ha incontrato il presidente maliano Amadou Touré e l'omologo Soumeytou Maiga - aveva come obbiettivo quello di chiedere la massima cooperazione di Bamako per velocizzare il più possibile il rilascio degli ostaggi, sequestrati il 22 ottobre scorso.
Il Mujao aveva rivendicato lo scorso dicembre il sequestro dei tre cooperanti, diffondendo poi anche un video degli ostaggi per dimostrarne le buone condizioni di salute. Secondo gli esperti, questa organizzazione sarebbe in realtà una 'sottosigla' dissidente di Al Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi), a cui era stato attribuito in un primo momento il rapimento dei tre europei.
E' quindi probabile che anche data la difficile situazione logistica un'eventuale liberazione degli ostaggi - e soprattutto la loro successiva consegna in mani sicure - non costituisca un'operazione immediata.

Sequestratori chiedono 30 milioni di euro - «Il Movimento Unito per il Jihad nell'Africa Occidentale chiede 30 milioni di euro per liberare i due spagnoli e l'italiana», ha detto alla France presse una fonte vicina ai mediatori implicati nella vicenda, già coinvolta in passato nei negoziati di altri sequestri.
«I paesi di origine degli ostaggi ne sono al corrente», ha aggiunto la fonte. Il Movimento Unito per il Jihad nell'Africa Occidentale aveva rivendicato lo scorso dicembre il sequestro dei tre cooperanti, diffondendo poi anche un video. Secondo gli esperti, questa organizzazione sarebbe in realtà una «sottosigla» dissidente di Al Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi), a cui era stato attribuito in un primo momento il rapimento dei tre europei.