15 ottobre 2019
Aggiornato 23:00
Il Segretario del PDL ospite a «Otto e mezzo»

Alfano: Pdl in difficoltà, ma va meglio delle previsioni

Ma condividiamo questa condizione con altri partiti. Tra l'alleanza con Bossi e l'Italia, scelgo l'Italia. Ieri non chiesto a Monti di restare oltre il 2013. Mills? Siamo alla vigilia di una sentenza inutile. Con Monti non abbiamo parlato di poltrone

ROMA - Il Pdl è in difficoltà, come gli altri partiti, ma sta reggendo «meglio delle previsioni». Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, a Otto e mezzo su La7.
«Noi - ha spiegato - attraversiamo un momento di difficoltà e credo di condividere questo momento di difficoltà con gli altri partiti. Se guardiamo i sondaggi ci accorgiamo che circa la metà non risponde ai sondaggi e questo significa la metà dei cittadini non si riconosce negli attuali partiti. La nostra sfida è dare una risposta a milioni di cittadini che non si riconoscono attualmente nei partiti. A noi è capitata la cosa più traumatica che poteva capitare a un partito» con la caduta del governo Berlusconi e «noi stiamo reggendo meglio rispetto alle nostre previsioni e siamo fiduciosi sul futuro».

Monti può ambire al meglio che la vita pubblica può offrire - «Monti è senatore a vita, ma ritiene che un senatore a vita si candiderà alle prossime elezioni? Io penso di no. Lui - ha aggiunto - può ambire a quanto di meglio la vita pubblica può offrire. Al tempo stesso però se si è stati espressione di un intero Parlamento o quasi, con un consenso del 70% e se ho conosciuto Monti, penso che non si presterà a operazioni di parte».

Tra l'alleanza con Bossi e l'Italia, scelgo l'Italia - «Se ci chiedono di scegliere, noi scegliamo sempre l'Italia». Così il segretario del Pdl, Angelino Alfano ha risposto a chi gli chiede di commentare l'ennesimo ultimatum di Umberto Bossi. «Speriamo che alle amministrative - ha detto - ci possano essere alcune città che abbiamo governato insieme alla Lega in cui possiamo correre insieme. Se così non dovesse essere per noi sarà un dispiacere, ma se a noi ci si chiede di scegliere tra l'Italia, il cui bene ora è rappresentato dal sostegno al governo Monti, e un alleato, noi mettiamo sempre e comunque al primo posto l'Italia».

Ieri non chiesto a Monti di restare oltre il 2013 - Nell'incontro a palazzo Chigi di ieri Silvio Berlusconi non ha chiesto a Mario Monti di restare oltre il 2013. «Berlusconi - ha raccontato - gli ha dato la propria stima. Sarebbe stato non corretto dirgli una cosa del genere. Se oggi un partito che rappresenta una parte lo candidasse, non farebbe altro che metterlo in imbarazzo».

Mills? Siamo alla vigilia di una sentenza inutile - «Siamo alla vigilia di una sentenza inutile, siamo assolutamente amareggiati perché tutti coloro che si sono occupati di giustizia hanno detto che è meglio dedicare le risorse scarse della giustizia ai processi vivi e non a quelli morti, cioè destinati alla prescrizione».
Perchè Berlusconi non ha rinunciato alla prescrizione? «Rinunciare alla prescrizione - ha osservato - sarebbe un vantaggio se lui pensasse di poter avere un processo equo, ma così non è».

Con Monti non abbiamo parlato di poltrone - Nell'incontro di ieri con Monti si è parlato anche di Rai e il Pdl ha detto «che ci sono leggi che vanno applicate e sono in vigore», «da noi non ci sono state richieste lottizzatorie, crediamo che sulla Rai non ci debbano essere le mani dei partiti» e dunque «non ci siamo occupati di poltrone».
Quanto alla possibile riforma della governance della Rai, Alfano ha spiegato che «prima ascolteremo il progetto del governo poi valuteremo, anche perché non sappiamo che intenzioni abbia». Il segretario del Pdl però ha difeso la legge Gasparri. «La abbiamo proposta noi e crediamo che sia una buona legge in grado di salvaguardare il pluralismo dell'informazione».