15 ottobre 2019
Aggiornato 18:30
Meglio dell'ultima volta ma sempre sotto quota 500 Deputati

Milleproroghe, «risale» la fiducia alla Camera per Monti

Il record di assenze è sempre nel Pdl, Mussolini vota contro. Di Pietro: A Monti una fiducia falsa e posticcia. Lega: Nel dl marchette evidenti ai popoli del Sud. Tremonti: Tre fiducie costituzionalmente strampalate

ROMA - Meglio dell'ultima volta ma sempre sotto quota 500 deputati: il governo Monti ottiene 477 voti di fiducia sul decreto milleproroghe in Aula alla Camera, 57 in più della fiducia posta dall'esecutivo lo scorso 9 febbraio sul decreto svuota carceri.

Il record di assenze si registra sempre tra le file del Pdl, ben 30 deputati (5 in missione e 25 che non hanno partecipato al voto). I nomi non sono nuovi: Abelli, Aprea, Aracri, Armosino, Berardi, Bergamini, Bianconi, Cannella, Catanoso, Corsaro, Crosetto, Distaso, Faenzi, Ghedini, Gibiino, Alberto Giorgetti, Antonio Martino, Moles, Porcu, Savino, Simeoni, Stradella, Traversa, Tremonti, Vessa. In missione invece risultano Cirielli, Frattini, Jannone, Migliori e Picchi. Hanno scelto l'astensione invece i pidiellini Castiello, De Angelis, Mancuso, Nola, Pili e Beccalossi. Alessandra Mussolini invece ha votato contro la fiducia.
Undici le assenze nel Pd: 9 deputati (Fioroni, Bordo, Nicolais, Piccolo, Antonino Russo, Sbrollini, Siragusa, Vassallo, Veltroni) e 2 in missione (il radicale Mecacci e Tempestini).

Governo battuto due volte in aula alla Camera - Il governo è stato battuto in aula alla Camera nel corso dell'esame del decreto Milleproroghe su un ordine del giorno presentato da Antonino Russo del Pd, approvato dall'assemblea con parere contrario dell'esecutivo.
Il governo è poi andato sotto alla Camera anche su un ordine del giorno della Lega, sul quale pure aveva espresso parere contrario. L'ordine del giorno impegna il governo a stilare un elenco degli apparecchi soggetti al pagamento del canone Rai.

Di Pietro: A Monti una fiducia falsa e posticcia - L'Idv «contesta ed è contraria al decreto milleproroghe per una questione di metodo e di metodo». Lo ha spiegato Antonio Di Pietro interpellato alla Camera. «Nel metodo - ha spiegato - perché è ora di finirla con l'ipocrisia e la falsità di una maggioranza che esiste e appoggia Monti perché se così fosse non avrebbe senso con così tanti parlamentari porre la questione di fiducia. Una fiducia posticcia e ipocrita».
Nel merito, ha proseguito l'ex pm, il decreto «una sconfitta dello Stato, delle istituzioni e del governo Monti».

Lega: Nel dl marchette evidenti ai popoli del Sud - Nel decreto milleprorghe ci sono «marchette evidentissime, come i 7 milioni a Radio Radicale o i soldi al comune di Pietrelciunna». Lo ha detto il deputato della Lega Matteo Bragantini nel corso delle dichiarazioni di voto di fiducia in Aula alla Camera. «Tutte queste marchette - ha aggiunto il leghista - vanno sempre alle popolazioni del Sud, mai una volta che si vadano ad aiutare i lavoratori padani. I nostri popoli hanno una dignità minore in questo stato borbonico».
«Ribadiamo - ha concluso Bragantini - che non diamo la fiducia a questo governo di boiardi».

Tremonti: Tre fiducie costituzionalmente strampalate - L'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha invitato a riflettere sulla singolarità delle tre fiducie poste in Parlamento dal governo Monti sulla conversione in legge del decreto milleproroghe, di cui è atteso oggi il via libera definitivo da Montecitorio.
«Sul decreto milleproroghe il governo Monti ha messo tre fiducie. C'è qualcosa di costituzionalmente strampalato», ha osservato Tremonti, ospite alla trasmissione Agorà su Rai Tre.