15 ottobre 2019
Aggiornato 23:00
Respinte le eccezioni della Difesa

P4, il processo a Papa resta a Napoli

Lo ha deciso questa mattina il collegio della prima sezione penale presieduto dal giudice Pellecchia, che ha respinto, ritenendole «infondate», le questioni di legittimità costituzionale e competenza territoriale avanzate nella scorsa udienza dalla difesa di Papa

NAPOLI - Si svolgerà davanti ai giudici del tribunale di Napoli il processo con giudizio immediato a carico di Alfonso Papa, il parlamentare Pdl coinvolto nell'inchiesta sulla cosiddetta P4. Lo ha deciso questa mattina il collegio della prima sezione penale presieduto dal giudice Pellecchia, che ha respinto, ritenendole «infondate», le questioni di legittimità costituzionale e competenza territoriale avanzate nella scorsa udienza dalla difesa di Papa che aveva indicato, invece, la competenza dei tribunali di Roma, Milano e Perugia a seconda dei singoli episodi contestati. L'udienza è poi proseguita con le richieste di mezzi di prova proposte dai pm Francesco Curcio e Henry John Woodcock.

Udienza rinviata a martedì prossimo - I pm hanno chiesto l'acquisizione di una serie di documenti e l'utilizzabilità di alcune intercettazioni cosiddette «casuali» ossia rilevate su utenze di terzi, e hanno presentato una lista testi con circa una trentina di nomi, tra i quali quello di Marco Milanese, il parlamentare Pdl coinvolto in indagini su presunte corruzioni, e quello di Luigi Bisignani, l'uomo d'affari finito sotto inchiesta con Papa e ora in attesa della decisione del gip sulla sua richiesta di patteggiamento. L'imputato Papa, sempre con la folta barba e un abito blu, era presente questa mattina in aula. I suoi legali, gli avvocati Giuseppe D'Alise e Carlo Di Casola, difensori di Papa, hanno chiesto di replicare alle richieste dei pm. L'udienza è stata rinviata a martedì prossimo.