1 dicembre 2020
Aggiornato 03:30
Nuova giornata di protesta per gli studenti della Capitale

Indignati, gli studenti romani sfidano l'ordinanza anti corteo di Alemanno

In 300 per 5 ore davanti alla stazione Tiburtina. Domani tocca agli universitari. Sulla manifestazione di questa mattina è intervenuto anche il sindaco Gianni Alemanno. Zingaretti: Un errore le cariche contro gli studenti. Ferrero: Napolitano vigili su libertà di manifestare. Flc Cgil: inaccettabili le cariche contro gli studenti

ROMA - Oggi gli studenti medi, domani gli universitari. Il mondo studentesco romano lancia la sua sfida all'ordinanza contro i cortei siglata dal primo cittadino della Capitale, Gianni Alemanno, all'indomani degli scontri del 15 ottobre scorso. Dall'altro lato le forze dell'ordine, decise più che mai ad impedire ogni possibilità di violenze e scontri. In questa delicata partita a scacchi si inserisce la manifestazione di studenti medi andata in scena questa mattina nel piazzale davanti alla stazione Tiburtina. Una mobilitazione anomala, senza corteo, ma con diversi tentativi dei manifestanti, a volto scoperto, di superare le camionette della polizia schierate per bloccare ogni via d'uscita dal piazzale.

Di fatto oltre 5 ore di stallo, intervallate da alcune cariche della polizia contro i manifestanti decisi a superare lo sbarramento. Scemata la tensione e diminuito il numero di manifestanti, però, le forze dell'ordine non hanno consentito il deflusso degli studenti cui è stato spiegato che per lasciare il piazzale sarebbe stato necessario esibire un documento. Da qui, in meno di un'ora e mezza, è successo di tutto: per mediare con gli uomini della questura sono prima arrivati alcuni esponenti politici, seguiti a ruota da vari genitori di ragazzi bloccati nella piazza. Una lunga trattativa, scandita da numerose telefonate con la questura, che si è chiusa quando gli studenti hanno accettato di lasciare la piazza, in fila ed in gruppi da 15, attraverso un cordone formato da agenti e camionette. Passato il varco, però, la sorpresa: ad immortalare il deflusso erano pronte alcune telecamere delle forze dell'ordine.

Già da questa mattina, in realtà, le forze dell'ordine avevano provveduto ad identificare vari studenti davanti ai loro licei, ancor prima di essere partiti alla volta della stazione Tiburtina. «Non è mai successo che gli studenti vengano identificati davanti alle scuole o che vengano controllate le assenze per punire chi è andato a manifestare» hanno commentato i ragazzi della Rete Studenti - Udu che, in una nota, hanno annunciato: «Il 17 novembre saremo di nuovo in piazza, in tutte le città d'Italia, contro la repressione nelle scuole e nelle città, per gridare ancora una volta tutta la nostra rabbia per questo Governo, ormai arrivato al capolinea, per il diritto allo studio e il futuro che vogliamo».

Sulla manifestazione di questa mattina è intervenuto anche il sindaco Gianni Alemanno: «Per fortuna non ci sono stati grandi incidenti e mi dispiace sinceramente che la forza pubblica sia dovuta intervenire, perché abbiamo il massimo rispetto per gli studenti e per il loro diritto a manifestare. Però - ha chiarito - ci sono delle regole che tutti devono rispettare». Parole che non hanno risparmiato al sindaco le critiche dell'opposizione: «L'ordinanza di Alemanno sui cortei e manifestazioni è sbagliata perché limita la libertà di dissenso e fissa rigide norme a cui le forze dell'ordine sono costrette ad attenersi. Un modo di fare pericoloso che rischia di incendiare gli animi ed esasperare un clima già molto teso».

Zingaretti: Un errore le cariche contro gli studenti - «Le cariche contro gli studenti sono un errore figlio di un altro gravissimo errore. Come abbiamo detto fin dal primo momento, impedire i cortei è una decisione sbagliata e destinata a produrre tensione». Lo dichiara in una nota Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, sugli incidenti stamattina alla stazione Tiburtina di Roma.
«Una scelta - spiega - che si conferma dannosa perché inchioda le Forze dell'Ordine ad una gestione dell'ordine pubblico rigida e muscolare, come del resto dimostrano anche le cariche affrettate di questa mattina e le raccomandazioni preventive inviate ai presidi. Ma anche una deriva sbagliata e insidiosa per l'Italia perché, in un momento drammatico della vita del Paese, accentua la percezione di sordità e afasia delle Istituzioni nei confronti dei giovani e la debolezza totale di una politica incapace di trovare strumenti e idee per interloquire con le istanze e le inquietudine poste dai movimenti».
«Non ci siamo mai sottratti alle esigenze di garantire l'ordine e al bisogno di colpire i violenti: ma tutto questo non c'entra nulla con quanto avvenuto oggi», conclude Zingaretti.

Ferrero: Napolitano vigili su libertà di manifestare - Rifondazione comunista protesta per la repressione della manifestazione studentesca di oggi a Roma. «E' vergognoso - dice in una nota il leader del Prc Paolo Ferrero - che la libertà di manifestare - che è un diritto sancito dalla Costituzione - a Roma venga negato attraverso l'applicazione poliziesca delle ordinanze del sindaco Alemanno. Che studenti siano stati identificati solo per il fatto di aver scioperato e che poi centinaia di studenti, per ordine del Viminale, vengano caricati e poi trattenuti dalle forze dell'ordine ed identificati è una modalità intimidatoria degna di un regime di polizia, non di uno stato democratico».
Secondo il segretario comunista «è oramai del tutto evidente che il governo Berlusconi oramai allo sbando, cerca di trasformare i problemi sociali del paese in problemi di ordine pubblico. Il presidente della Repubblica - conclude Ferrero - dovrebbe vigilare affinché questo clima volutamente repressivo instaurato dal governo venga prontamente rimosso».

Flc Cgil: inaccettabili le cariche contro gli studenti - «Le cariche contro gli studenti, nel corso della manifestazione a Roma, sono inaccettabili. Non si può impedire la protesta pacifica riducendo le libertà democratiche». Così in una nota Mimmo Pantaleo, segretario generale Flc-Cgil, secondo il quale «alla richiesta di partecipazione e di libertà, al desiderio di conoscenza, alla domanda di sapere espressa con una forte protagonismo dai giovani non si può rispondere con la negazione della democrazia».
«Vietare i cortei - spiega riferendosi all'ordinanza del sindaco Alemanno - è un grave errore perché finisce per legittimare i violenti che sono stati isolati e condannati senza alcuna ambiguità dagli studenti che erano oggi in piazza».
«Le istituzioni - conclude - hanno il dovere di ascoltare le ragioni delle proteste pacifiche e dare risposte efficaci al bisogno di civiltà che le nuove generazioni pongono con le loro rivendicazioni. Se dovesse rispondere al vero che gli studenti sono stati identificati si tratterebbe di una evidente violazione delle libertà, garantite dalla nostra Costituzione».