19 novembre 2019
Aggiornato 20:00
Affollata assemblea al Teatro Valle di Roma

Indignati, Rifkin a Roma benedice il movimento del 15/10: Siete il futuro

Nell'attuale paradigma economico è difficile immaginare una crescita. Voi «potere laterale» con missione difficile: salvare il pianeta

ROMA - A quasi due settimane dalle manifestazioni di protesta a Roma e tante altre città del mondo, il movimento italiano 15 ottobre riceve la benedizione di un guru del pensiero alternativo: Jeremy Rifkin, economista e attivista del movimento pacifista e ambientalista statunitense fin dagli anni '60-'70. Rifkin parla ad un'affollata assemblea al Teatro Valle di Roma, occupato da giugno da lavoratori e precari dello spettacolo, pure loro presenti in piazza il 15 ottobre.
L'economista parla e si congratula: «Io e mia moglie ci chiedevamo dove erano finiti i giovani in questa fase di crisi e poi vi abbiamo visti manifestare il 15 ottobre: complimenti».

Nella lezione al Valle, Rifkin ha ribadito i capisaldi del suo pensiero. E cioè che oggi, tra compagnie petrolifere, banche e grandi aziende, «500 grandi gruppi hanno in mano un terzo del pil mondiale», che «l'uno per cento della popolazione accumula a scapito di un 99 per cento che subisce». Com'è potuto accadere?
L'economista ricerca le ragioni nella crisi petrolifera, nell'ingresso di Cina e India tra le grandi potenze industriali, fattore che ha determinato «un aumento del prezzo del petrolio a luglio del 2008 e, a cascata, un'impennata del prezzo del cibo, cosa particolarmente problematica nei paesi poveri del terzo mondo». Stiamo vivendo i colpi di coda della «crisi del petrolio, la fine della seconda rivoluzione industriale». Anche perchè, quanto a produzione del petrolio, «il picco pro-capite è stato già raggiunto nel '79, secondo uno studio della Bp. Da allora l'incremento demografico è stato più veloce della scoperta di nuovi giacimenti».
Il punto è che «oggi è impossibile pensare ad uno sviluppo infinito basato sul paradigma petrolifero. Nell'attuale paradigma economico è difficile immaginare crescita e fine della crisi».
Rifkin fa riferimento al «problema climatico», all'innalzamento delle temperature. E conclude: «Siamo agli albori di una nuova estinzione di massa, ce ne sono state cinque finora: gli scienziati dicono che entro fine secolo, ci sarà l'estinzione del 70 per cento delle biodiversità del mondo e non ce ne rendiamo conto: è come se ci fossimo addormentati».

Voi «potere laterale» con missione difficile: salvare il pianeta - La via d'uscita, secondo l'economista, sta nel capire che le «grandi rivoluzioni economiche avvengono sempre per una convergenza tra un nuovo modello di comunicazione e un nuovo modello energetico». Ora, «il primo lo stiamo vivendo con internet» e il 15 ottobre ha dimostrato come, con questo mezzo, si possa arrivare ad una «vittoria del potere laterale».
«Voi - dice Rifkin all'assemblea - avete dimostrato come si possa organizzare una cosa di queste dimensioni con internet».
Il nuovo modello energetico è da costruire: attraverso lo sviluppo di fonti alternative alle fossili, attraverso la «conversione in Italia e ovunque di tutte le case in piccole centrali elettriche, cosa che creerebbe molti posti di lavoro», più o meno come successe quando «Steve Jobs fece diventare una roba di massa la microinformatica». E poi «programmare i flussi di energia con sistemi di accumulo, per esempio a idrogeno, un sistema naturale». Inoltre, «intervenire sulla rete, affinchè diventi 'intelligente', stile internet, non solo macrocentrali». Infine, il trasporto: «la via: è auto elettriche».
Sono questi i «cinque elementi di una piattaforma tecnologica» che secondo Rifkin permetterà «alla piattaforma del 15 ottobre di emergere e vincere». L'ultimo esempio è sulle compagnie musicale e i giornali, «colti di sorpresa da blog e file sharing», così «la rete ha cambiato il rapporto di potere dei flussi informativi», dice Rifkin. E qui sta una chiave importante per la «terza rivoluzione industriale che stiamo vivendo».
Ai movimenti: «Voi siete la generazione della biosfera, dei beni comuni. Sarete la generazione di riconciliazione della razza umana col pianeta. Noi del secolo scorso ragionavamo con categorie obsolete, voi avete una nuova politica, non ragionate in termini di destra e sinistra. Il 15 ottobre ci avete colto di sorpresa, siete il potere laterale, avete dimostrato qualcosa al mondo, ci avete dato voce e avete la passione per dire che il mondo è combinato male e questo non va bene. Ma ora arriva la missione più difficile: sarete capaci di trasferire tutto questo sul piano dell'energia e creare un paradigma economico nuovo in cui cambiano anche paradigmi culturali? Non è solo una questione momentanea di posti di lavoro, ma si tratta di ottenere una vita economica migliore, siamo a un punto di svolta, dobbiamo pensare alla nostra specie e al pianeta. Non conosco generazione nella storia che abbia mai avuto un compito così arduo. State promuovendo la vita su questo pianeta: congratulazioni».