30 agosto 2025
Aggiornato 00:30
Consiglio permanente CEI

Bagnasco striglia Berlusconi: «Comportamenti tristi e vacui»

Il Presidente della CEI: «Va purificata l'aria della Politica italiana»

ROMA - Affondo del cardinal Bagnasco contro i comportamenti «tristi e vacui» del mondo della politica. Il presidente della Conferenza episcopale italiana non ha mai citato esplicitamente Silvio Berlusconi e la vicenda delle escort, ma non sono mai stati così chiari i riferimenti ai comportamenti «intrinsecamente tristi e vacui», nonché «difficilmente compatibili con il decoro delle istituzioni». Critica evidente. Netto l'auspicio di «purificare l'aria» della politica italiana.

«Si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica», ha detto l'arcivescovo di Genova aprendo ieri i lavori del 'parlamentino' dei vescovi italiani. «Mortifica dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui», ha detto. «I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l'aria e appesantiscono il cammino comune».

Per Bagnasco, «la collettività guarda con sgomento agli attori della scena pubblica e l'immagine del Paese all'esterno ne viene pericolosamente fiaccata». Il capo dei vescovi non si è spinto a chiedere le dimissioni - e non sarebbe nelle sue prerogative - ma ha scandito: «Non è la prima volta che ci occorre di annotarlo: chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell'onore che comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda». Più in generale: «C'è da purificare l'aria, perché le nuove generazioni - crescendo - non restino avvelenate».

Bagnasco ha respinto l'accusa di silenzio da più parti rivolta alla Chiesa in queste settimane: «Forse che davvero è mancata in questi anni la voce responsabile del magistero ecclesiale che chiedeva e chiede orizzonti di vita buona, libera dal pansessualismo e dal relativismo amorale?». Ma, rispetto ai mesi passati, Bagnasco puntualizza che i «comportamenti licenziosi» e i possibili eccessi di magistratura e giornali con le toghe non stanno sullo stesso piano: «La responsabilità morale - scandisce - ha una gerarchia interna che si evidenzia da sé, a prescindere dalle strumentalizzazioni che pur non mancano. I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l'aria e appesantiscono il cammino comune».