18 novembre 2019
Aggiornato 01:30
La decisione del Tribunale di Palermo

Strage di Ustica, maxi-risarcimento dai Ministeri

Difesa-Trasporti responsabili della mancata sicurezza, dovranno 100 milioni ai familiari. Giovanardi: «Nessuna battaglia aerea in quel cielo»

PALERMO - Il tribunale di Palermo ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti al risarcimento di oltre 100 milioni di euro agli 81 familiari delle vittime della strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno del 1980.
Il giudice Paola Protopisani, del tribunale civile di Palermo, ha quindi accolto le domande avanzate dai parenti delle vittime della strage di Ustica, condannando i ministeri della Difesa e dei Trasporti al pagamento di oltre cento milioni di euro di risarcimento, oltre agli interessi. Il Tribunale, nell'accettare processualmente i fatti accaduti la sera del 27 giugno 1980, ha ritenuto i ministeri responsabili per non avere garantito la sicurezza del volo civile della compagnia aerea Itavia.
Il tribunale ha inoltre ritenuto i ministeri responsabili dell'occultamento della verità e li ha condannati ad un ulteriore risarcimento dei danni. La sentenza è stata depositata dopo un'istruttoria durata circa tre anni.

«Tortura della goccia» - Secondo i legali delle vittime, gli avvocati Daniele Osnato e Alfredo Galasso, «il risultato della vicenda processuale rende giustizia per l'ultratrentennale tortura della goccia che i parenti delle vittime hanno dovuto subire ogni giorno della loro vita anche a causa dei numerosi e comprovati depistaggi di alcuni soggetti deviati dello Stato. La sentenza - continuano i legali - apre un nuovo percorso per la ricerca della verità. Fu un missile, probabilmente di nazionalità francese o statunitense come dichiarato dal presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, ad abbattere il volo dell'Itavia». «Ci si auspica vivamente - proseguono - che chi di dovere avvii ogni opportuna e a questo punto inevitabile azione nei confronti della Francia e degli Stati Uniti, affinché sia finalmente ammessa la responsabilità per il gravissimo attentato. Così si ridarebbe dignità e onore a tutto il Paese e, soprattutto, a quelle vittime che persero la vita. Inoltre - concludono gli avvocati - ci si augura che, dopo la caduta del regime di Gheddafi, l'Italia sia informata del contenuto degli archivi dei servizi segreti libici, nei quali si ha ragione di ritenere che siano contenuti ulteriori documentazioni rilevanti sul fatto».

Giovanardi: «Nessuna battaglia aerea in quel cielo» - La sentenza del Tribunale civile di Palermo, «per quello che sembrano essere le motivazioni, è in totale contrasto con la sentenza della Cassazione, già passata in giudicato, e con le altre sentenze del Tribune civile di Roma».
Lo sottolinea in una nota il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi dopo che oggi il tribunale di Palermo ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti al risarcimento di oltre 100 milioni di euro agli 81 familiari delle vittime della strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno del 1980, ritenendo i ministeri responsabili per non avere garantito la sicurezza del volo civile della compagnia aerea Itavia e responsabili dell'occultamento della verità.
«E' ormai accertato, sulla base della documentazione ufficiale acquisita presso la Nato - spiega Giovanardi - che nessun altro aereo era in volo in quella notte in prossimità del DC9 Itavia mentre la Commissione dei periti internazionali guidata da Aurelio Misiti ha concluso all'unanimità, dopo il recupero del relitto, per l'esplosione di una bomba in una toilette di bordo».
«Sarà interessante conoscere - conclude - sulla base di quali documenti, ignoti al Governo italiano e alla Cassazione, il Tribunale civile di Palermo ha tratto le sua conclusioni che dovranno naturalmente essere vagliate nei gradi successivi».