23 ottobre 2019
Aggiornato 04:30
Lunedì il provvedimento sbarca a Montecitorio

Matteoli: «La fiducia sulla manovra alla Camera non è scontata»

L'Istat: «La crescita nel 2011 ferma allo 0,7%». Torna ad allargarsi il differenziale con i bund. Ora è a 350 punti base. Baldassarri (Fli): «Nel 2013 non raggiungeremo i

ROMA - L’ Istat conferma: crescita bassa. La crescita economica acquisita per il 2011 è pari allo 0,7%. A comunicarlo è l'Istat che ha diffuso i dati sul Pil del secondo trimestre dell'anno (+0,3% sul trimestre precedente, +0,8% su base annua).
Il Pil acquisito è la crescita annuale che si avrebbe se nei restanti trimestri dell'anno la crescita congiunturale fosse pari a 'zero'. Il governo stima per il 2011 una crescita dell'1,1%.

Ancora in aumento la distanza fra Btp e decennali tedeschi - Torna ad allargarsi lo spread tra i titoli di stato decennali tedeschi e i Btp italiani. Il differenziale viaggia oggi oltre quota 350 a 354 mentre ieri era a 341 punti.

Matteoli: «Se opposizioni responsabili non ci sarà la fiducia alla Camera» - «La fiducia alla Camera non è ancora una cosa certa. Dipende come sempre dagli atteggiamenti dell'opposizione, dal numero degli emendamenti che vengono presentati e se non c'è ostruzionismo». Lo dice Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, parlando della discussione sulla Finanziaria bis che si aprirà lunedì a Montecitorio.

Rotondi: «Cambiare i politici con banchieri non serve a niente» - «Gli ignoranti pensano che i mercati si dominano meglio mettendo un banchiere al posto di un politico.
Chi ha studiato economia sa che i mercati sono politicamente indifferenti: a loro di chi governa non importa nulla». Così il ministro per l'Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, in un'intervista al quotidiano Libero.
«La politica - afferma Rotondi - quando ha la P maiuscola, domina la società e i mercati. I governi tecnici, e in generale le manovre di palazzo, si manifestano quando la politica è debole.
Noi i numeri li abbiamo. Non siamo un governo debole - continua - e soprattutto non siamo nel '92, quando una classe dirigente uscì di scena, abolendo l'immunità parlamentare e cambiando legge elettorale. Allora ci fu un suicidio, noi non abbiamo in programma di suicidarci. E al mio amico Silvio consiglio di andare avanti».

Veltroni: «Anche il Pd deve fare sul serio» - «La presentazione del disegno di legge costituzionale senza il dimezzamento dei parlamentari è la prova ulteriore della doppiezza e dell'ipocrisia della maggioranza. Confermo quanto ho scritto nelle scorse settimane ai presidenti dei gruppi parlamentari del Pd, Anna Finocchiaro e Dario Franceschini: ovvero che il Pd deve condizionare il suo atteggiamento parlamentare sull'introduzione del vincolo di pareggio al dimezzamento dei parlamentari. Anche il Pd deve dimostrare di fare sul serio, in coerenza con quanto ha affermato solennemente». Lo ribadisce in una nota Walter Veltroni.
«Il dimezzamento dei parlamentari, che potrebbe entrare in vigore in 90 giorni, avrebbe l'effetto di produrre anche una necessaria riforma della legge elettorale - spiega l'ex segretario del Pd -.
Il dimezzamento dei parlamentari non è una concessione al clima che si vive in queste settimane, ma è uno strumento essenziale per adeguare l'Italia agli standard europei e far funzionare meglio la democrazia. E' una necessità della democrazia».

Baldassari: «Nel 2013 non ci sarà il pareggio di bilancio» - Mario Baldassarri economista di Fli dubita che si possa raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 perchè il governo si basa su stime di crescita che difficilmente si realizzeranno. In un'intervista al Mattino Baldassarri critica la manovra che a suo avviso ha «due enormi limiti. Se si fanno i conti bene ci si accorge che avremo un aumento delle entrate di 100 miliardi fino al 2013, quando ci dovrebbe essere il pareggio di bilancio. Per fare cosa? 75 miliardi dovranno portare il deficit pubblico da -71 a +45, mentre gli altri 25 serviranno a finanziare un aumento di spesa corrente di 36 miliardi, con un taglio vero di investimenti infrastrutturali di 11 miliardi. Morale: saranno tutte nuove tasse».
Il ragionamento dell'esponente di Fli è che «se io faccio più tasse, più spesa corrente e meno investimenti produco un effetto di freno sull'economia, quindi crescita più bassa e deficit che non sarà mai azzerato. Il governo dice che dall'aumento dell'Iva incasserà 4,3 miliardi in più: ma se i consumi diminuiscono che ne sarà di questa previsione?», inoltre «il governo aveva previsto una crescita dell'1,7% nel 2012, all'1,8% nel 2013 e all'1,9% nel 2014. Le indicazioni di Fmi e Ocse mettono in discussione 4 punti di pil nel cumulato di 3 anni...il vero pericolo è che i mercati prenderanno atto prima o poi che le previsioni di pil sono più basse e che la manovra avrà effetti depressivi sui consumi», perciò secondo Baldassarri «il rischio di non raggiungere il pareggio nel 2013 è reale».