25 luglio 2024
Aggiornato 02:30
Il Premier scrive una lettera alla Giunta per le autorizzazioni

Caso Ruby, Berlusconi: «Cancellate le intercettazioni»

Secondo il presidente del Consiglio sono state «disposte in violazione dell'articolo 68 della Costituzione»

ROMA - Il presidente del Consiglio ha scritto una lettera consegnata dal suo avvocato Niccolò Ghedini all'organo parlamentare presieduto da Pierluigi Castagnetti. La richiesta ricalca quella già avanzata dai legali del premier al Tribunale di Milano. Alla Giunta per le Autorizzazioni della Camera, il premier si rivolge in prima persone per chiedere che valuti «l'utilizzabilità» nell'ambito del processo sul caso Ruby, che vede lo vede imputato, delle intercettazioni tra le ragazze dell'Olgettina, dei tabulati telefonici e della individuazione delle celle telefoniche.

Berlusconi: La Giunta ha già respinto la richiesta di perquisire dei miei locali - «Come è noto - scrive il capo del Governo - il tribunale di Milano sta procedendo nei miei confronti nel processo penale n. 5657/11 R.g.n.r. Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano. Codesta Camera dei deputati si è già interessata di alcuni aspetti di tale procedimento. In un primo momento infatti la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano aveva chiesto la possibilità di procedere a perquisizione di locali di mia pertinenza e sequestro di documenti, mentre in una seconda fase alla Camera era stata prospettata l'eventualità di elevare conflitto avverso la decisione della Procura stessa e del Gip presso il Tribunale di Milano. Successivamente il processo è iniziato con la proposizione di numerose questioni preliminari che sono state tutte respinte».

Al Tribunale abbiamo chiesto di pronunciarsi sulle intercettazioni - «Come si potrà evincere dagli atti - osserva Berlusconi - si era chiesto al Tribunale di pronunciarsi anche sulla utilizzabilità o meno delle intercettazioni telefoniche essendo queste state disposte, a parere dello scrivente, in violazione dell'articolo 68 della Costituzione. Si richiedeva anche che il Tribunale si pronunciasse sulla utilizzabilità o meno dei tabulati telefonici, della legittimità della individuazione delle celle telefoniche impegnate, nonché della correttezza in ordine all'acquisizione di copiosa documentazione bancaria e ciò sempre in relazione all'articolo 68 della Costituzione».

Poiché il Tribunale non ha risposto, decida la Giunta - «Il Tribunale però - sottolinea il premier - ometteva di assumere una decisione in merito. La prossima udienza dibattimentale è fissata per il giorno 3 ottobre 2011 e in quella data si dovrà, fra l'altro, ai sensi dell'articolo 493 c.p.p. Formulare le eventuali richieste di acquisizione anche del materiale di indagine sopradescritto e meglio individuato negli allegati. E' quindi evidente che, avendo il Tribunale omesso non solo di decidere ma anche di inviare gli atti a codesta Camera per le valutazioni del caso, vi è il precipuo interesse dell'esponente che codesta Camera voglia valutare, anche alla luce di tutta la documentazione e dei pareri allegati, la utilizzabilità in quella sede giudiziaria del materiale de quibus».