24 ottobre 2020
Aggiornato 05:00
«Mio figlio è salvo»

Giulia Bongiorno: «Tbc? Al Gemelli mi hanno mentito»

Il legale e parlamentare annuncia che guiderà la class action. Oggi la Regione Lazio davanti al Tar per la Tbc al Gemelli

ROMA - «Mio figlio è salvo, ma al Gemelli mi hanno mentito». Giulia Bongiorno, penalista, parlamentare e mamma di un bimbo di sette mesi racconta al Corriere della sera la sua esperienza nel caso tubercolosi che ha investito l'ospedale romano. Ora, l'avvocato guida una class action con altre sei coppie di genitori.
«So bene che non si deve creare allarme nella collettività - afferma Bongiorno nel suo racconto al Corriere della sera -. Ma dico: attenti a quando la minimizzazione si trasforma in un vero e proprio danno». Si continua a minimizzare la situazione sui contagi di neonati? «Continuano a sostenere di fronte all'evidenza - risponde la parlamentare - che si tratta di un fatto irrilevante. Dicono: non sono malati. Ma nel referto c'è scritto: profilassi da fare. Non mi pare che parliamo di bambini sani. Questa minimizzazione è stata il secondo errore».

A lei è andata. Suo figlio Ian è sano. Ora Giulia Bongiorno dice di pensare agli altri genitori i cui piccoli bimbi sono risultati positivi al test. «Vogliamo fare una denuncia, la depositeremo in procura. Loro non vogliono solo un'azione risarcitoria sul piano civile - spiega - vogliono un accertamento approfondito dei fatti, una vera azione penale».
Sulle dichiarazioni rilasciate dal Governatore del Lazio, Renata Polverini, sul contagio dei neonati nell'ospedale romano Giulia Bongiorno afferma: «Le suggerirei d'ora in poi di stare attenta prima di fidarsi di qualsiasi esperto».

Regione Lazio e Codacons si confronteranno questa mattina dalle 9,30 davanti al Tar del Lazio che ha accolto il ricorso d'urgenza presentato dalla associazione dei consumatori in merito al caso della Tbc al policlinico Gemelli. I vertici della Regione, dovranno chiarire alcuni aspetti della vicenda e rispondere alle contestazioni mosse dal Codacons circa la composizione della Commissione speciale nominata dalla Presidente Renata Polverini.
L'associazione ha anche chiesto alla Governatrice del Lazio di fare chiarezza su chi stia materialmente effettuando i test sui bambini a rischio «E' evidente - ha ammonito il Codacons - che non possono essere né il Gemelli né società e laboratori collegati al Policlinico a condurre i test sui bambini. Ciò, per evitare spiacevoli conflitti di interesse ma soprattutto per garantire massima trasparenza ai genitori dei bambini a rischio contagio».
Al momento sono 79 i bambini nati al Gemelli e risultati positivi al test per la tbc. Mentre è emerso dal suo interrogatorio in Procura a Roma dei giorni scorsi che l'infermiera ammalatasi di Tbc era positiva all'infezione in un periodo «tra il 2004 ed il 2005». A fronte di questo e di altri particolari emersi nell'interrogatorio, i magistrati hanno dato una ampia delega ai carabinieri del Nas di procedere ad una nuova tornata di acquisizioni, controlli e ascolto di testimoni, in riferimento a quanto fatto dall'ospedale. Il fascicolo resta comunque senza ipotesi di reato o indagati.