27 giugno 2019
Aggiornato 04:00
Mancata estradizione dal Brasile

Caso Battisti, Napolitano: «Profonda lesione dei nostri diritti»

Il Presidente della Repubblica: «Deploro la decisione del Supremo Tribunale brasiliano». Gasparri: «Battisti conferma il suo disprezzo per la verità e la giustizia»

ROMA - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, interviene sulla mancata estradizione dal Brasile di Cesare Battisti e sottolinea, in una lettera alla Stampa, di aver «sempre promosso e sostenuto ogni iniziativa per ottenere dal Brasile la consegna di Battisti all'Italia». «Ho deplorato - scrive il Capo dello Stato - la decisione, a noi contraria, del Supremo Tribunale Federale. L'esito negativo della procedura ha un significato profondamente lesivo del rispetto dovuto agli accordi sottoscritti e alle ragioni della lotta contro il terrorismo e per la difesa nel suo ordinamento costituzionale, che l'Italia ha condotto nella piena osservanza delle regole di uno Stato di diritto».
«Sono ancora convinto - prosegue Napolitano - come già dissi nel gennaio 2011, che non siamo riusciti - istituzioni, politica, cultura ed espressioni civili - a far comprendere cosa abbia significato per noi la vicenda del terrorismo e quale forza straordinaria sia servita per batterlo. Sono quindi lieto - conclude Napolitano rivolgendosi direttamente al giudice istruttore Turone - che nella sua opera, che non deve esserle costata poca fatica, lei mostri di condividere questa convinzione».

Gasparri: «Battisti conferma il suo disprezzo per la verità e la giustizia» - Cesare Battisti, con le sue ultime dichiarazioni, ha confermato il suo «disprezzo per la verità e la giustizia». Lo ha detto il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri: «Le ultime assurde affermazioni del criminale Cesare Battisti confermano il disprezzo verso la verità e la giustizia di chi impunemente continua a recitare un falso ruolo da perseguitato. Si tratta di un assassino che non conosce pentimento».
«Le sue ripetute dichiarazioni - ha aggiunto Gasparri - infangano le istituzioni del Paese che lo ha rimesso in libertà. Anche la stampa brasiliana dovrebbe interrogarsi sullo spazio concesso a chi merita solo di passare il resto della sua vita in galera. Riflettano tutti coloro che ne hanno sostenuto fughe e latitanze. Saremo sempre dalla parte dei familiari delle vittime e del loro diritto ad avere giustizia».