18 agosto 2022
Aggiornato 13:30
Omicidio Rea, lunedì il Riesame

«Salvatore Parolisi è pronto a difendersi»

Il Legale del Caporal Maggiore: «Depositeremo una corposissima memoria difensiva che smonterà l'accusa»

TERAMO - Salvatore Parolisi «è pronto a difendersi, determinato»: per quattro ore oggi nel carcere teramano di Castrogno, dove è rinchiuso con l'accusa di aver ucciso la moglie Melania Rea, ha lavorato con i suoi difensori Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, che hanno preparato una «corposissima memoria difensiva», e lunedì, davanti al tribunale del Riesame dell'Aquila parlerà, «farà delle dichiarazioni spontanee», assicura Biscotti, al ritorno dalla visita. Lunedì il Tribunale del Riesame dell'Aquila si pronuncerà sulla richiesta di scarcerazione del caporalmaggiore presentata dai suoi difensori, e Parolisi - a quanto annunciano i legali - romperà il silenzio nel quale, avvalendosi della facoltà di non rispondere, è rimasto da quando ha assunto la veste di indagato, e parlerà di fronte ai magistrati.

«150 pagine di memoria difensiva» - «Siamo stati in carcere oggi - racconta Biscotti - abbiamo lavorato con Salvatore per quattro ore. Abbiamo messo a punto la strategia difensiva. Salvatore lunedì farà delle dichiarazioni spontanee. Abbiamo preparato una corposissima memoria, analizzando riga per riga l'ordinanza e smontandola». Sono 150 pagine di memoria con molti elementi tecnici dalle relazioni dei consulenti, l'anatomopatologo Lorenzo Varetto, il genetista Emiliano Giardina, il professor Roberto Cusani, docente di telecomunicazioni all'università La Sapienza di Roma. L'avvocato non si sbilancia su quali saranno gli elementi che fonderanno la difesa, ma dice: «Parolisi ci ha dato elementi utili per essere scagionato. Siamo fiduciosi. Abbiamo fatto un lavoro duro e faticoso, di equipe, tra avvocati, consulenti e Salvatore, che è stato il più prezioso. Ora è pronto a difendersi, a difendersi da un'accusa grave e assurda», e in vista dell'appuntamento coi giudici di lunedì «è determinato e sereno».
Sempre lunedì il collegio difensivo del militare consegnerà ai giudici del Riesame la memoria difensiva nella quale, afferma Gentile, è stato rianalizzato e smontato tutto il materiale alla base dell'ordinanza di custodia cautelare che ha deciso il carcere per Parolisi. «Nella memoria - prosegue Gentile - sono stati rianalizzati le testimonianze, i tabulati telefonici e i risultati del Dna». Gentile si è detto fiducioso sull'esisto dell'udienza, che sarà presieduta dal giudice Giuseppe Romano Gargarella e che inizierà alle 9 di lunedì negli uffici del Tribunale dell'Aquila a Bazzano.

Salvatore Parosili è in carcere dal 19 luglio scorso con l'accusa di omicidio volontario pluriaggravato da legami di parentela, da crudeltà e da vilipendio di cadavere in eventuale concorso ai danni della moglie 29enne Melania Rea, trovata cadavere il 20 aprile nei boschi di Ripe di Civitella, nel teramano, e uccisa con 35 coltellate. Parolisi si è sempre detto innocente, ma non ha mai risposto alle contestazioni dei magistrati, né nel primo interrogatorio il qualità di indagato, né nei due interrogatori di garanzia a seguito delle ordinanze di custodia cautelare emesse la prima dal Tribunale di Ascoli Piceno e la seconda da quello di Teramo dove il fascicolo a fine luglio era passato per questioni di competenza territoriale.

Nuovi dati dei Ros ai Pm di Teramo - Di nuovo al lavoro dopo la pausa di ferragosto gli investigatori che stanno indagando sull'omicidio di Melania Rea. Questa mattina sul tavolo dei due sostituti procuratori di Teramo che hanno in mano il caso, Davide Rosati e Greta Aloisi, sono arrivati nuovi risultati degli accertamenti condotti settimane addietro dai Ros dei Carabinieri. Nel minivertice di questa mattina che si è svolto in Procura a Teramo oltre ai due pm erano presenti anche due ufficiali del Ros insieme ai carabinieri di Teramo ed Ascoli che stanno indagando sull'omicidio. La riunione è durata circa due ore e mezza. I risultati arrivati stamane sono stati definiti «interessanti» da una fonte investigativa.
In attesa dell'udienza al Tribunale del riesame dell'Aquila di lunedì nella quale si deciderà la permanenza o meno in carcere di Salvatore Parolisi, i magistrati di Teramo in queste ore stanno affidando nuovi accertamenti per cercare di localizzare il luogo dove il caporal maggiore si trovava alle 15.26 del 18 aprile, il giorno cui fu uccisa sua moglie Melania. L'accertamento era stato sollecitato dal Gip di Teramo Giovanni Cirillo nella sua ordinanza. Il telefonino di Parolisi era spento dalle 14 e alle 15.26 partì la telefonata al 112, ma gli accertamenti condotti finora non sono riusciti ad individuare il luogo esatto dal quale partì la telefonata. Il dato potrebbe essere molto importante ai fini della posizione processuale di Salvatore Parolisi.