10 luglio 2020
Aggiornato 08:30
Filone palestinese

Strage di Bologna, indagati due terroristi tedeschi di estrema sinistra

Per la procura di Bologna è «atto dovuto». Bolognesi: «Sviluppo insignificante». De Angelis (Pdl): «La nuova indagine va oltre la verità di comodo»

BOLOGNA - Due terroristi tedeschi di estrema sinistra del gruppo internazionale di Carlos lo Sciacallo, Thomas Kram e Margot Frohlich, sono indagati nell'inchiesta per la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, dove morirono 85 persone e ne rimasero ferite 200 per lo scoppio di una bomba nella sala d'aspetto.
Per la procura di Bologna - che ha firmato a luglio l'atto d'iscrizione attraverso il procuratore Roberto Alfonso e il pm Enrico Cieri - si tratta di un «atto dovuto», che completa l'iter di indagini in corso che hanno coinvolto l'Italia, la Francia e la Germania. Quasi una «formalità» - dicono dal palazzo - a seguito della raccolta delle diverse testimonianze e del materiale raccolto tra Francia (dove è stata detenuta la Frohlich) e gli archivi della Stasi tedesca.

Bolognesi: «Sviluppo insignificante» - Per il presidente dell'associazione del familiari delle vittime della strage, Paolo Bolognesi, la notizia diffusa oggi da un quotidiano locale, e confermata dalla Procura, è «uno sviluppo assolutamente insignificante» perché non c'è alcun nuovo elemento per non attribuire la strage al terrorismo di estrema destra e, soprattutto, non c'è ancora «la ferma volontà di arrivare ai mandanti dell'eccidio». Per questo - ha commentato - entro fine anno, sarà presentato ai magistrati bolognesi «un nostro dossier per arrivare ai mandanti» che ha preso corpo dalle carte relative al processo di Brescia sulla strage di piazza della Loggia: «momentaneamente non c'è nulla che possa far cambiare idea rispetto al terrorismo fascista di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro».

«La pista palestinese» - L'iscrizione dei due terroristi fa parte dell'inchiesta «bis» che tenta di dimostrare la cosiddetta «pista palestinese». Il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina - è l'ipotesi - si sarebbe vendicato dell'Italia per l'arresto nel 1979 del suo rappresentante Abu Anzeh Saleh, e l'avrebbe fatto per mano della rete di Carlos. Thomas Kram, è esperto di esplosivi e gli inquirenti riescono a dimostrare che pernottò a Bologna tra l'1 e il 2 agosto del 1980; anche Margot Frohlich, l'1 agosto alloggiò nei pressi della stazione felsinea.

De Angelis (Pdl): «La nuova indagine va oltre la verità di comodo» - «L'apertura di un nuovo fascicolo d'indagine sulla strage di Bologna è uno storico riconoscimento del valore di quanti - avvocati, giornalisti, investigatori - non si sono arresi alle verità di comodo». E' quanto dichiara il deputato Pdl e direttore del Secolo d'Italia, Marcello De Angelis. «Se i magistrati e il ministro della giustizia avranno il coraggio di andare sino in fondo, potranno finalmente rendere giustizia alle vittime della strage come alle vittime dei depistaggi, restituire la verità storica al nostro popolo e risarcire una intera generazione delle ingiuste persecuzioni subite».

Valentino (Pdl): «La nuova indagine dia finalmente certezze» - «Rammento che rispondendo a una interrogazione presentata a suo tempo sull'argomento e all'esito delle ricognizioni possibili sulla base dei documenti acquisiti, non venne esclusa nella maniera più assoluta l'ipotesi della cosiddetta 'pista Carlos' che coinvolgeva personaggi del terrorismo internazionale». E' quanto dichiara Giuseppe Valentino, membro della Commissione Giustizia del Senato, che - sottolinea una nota - nel 2006 in qualità di sottosegretario alla Giustizia, sulla base di una interpellanza presentata aveva richiesto informazioni alla procura di Bologna, che confermava di aver ricevuto già nel 2001 dalla Digos locale la segnalazione su uno dei soggetti oggi indagati. «Sorprende - prosegue l'esponente Pdl - che talune certezze, già acquisite in epoca lontana, come l'inquietante coincidenza del soggiorno a Bologna di due noti terriristi proprio la notte prima dell'attentato, non abbia costituito motivo di indagini particolarmente approfondite. La verità è che ogni ipotesi alternativa rispetto a quella poi divenuta ufficiale, forse, e senza forse, non appariva gradita.
E' auspicabile che questi nuovi spunti investigativi - conclude Valentino - consentano una verifica più penetrante che finalmente ci permetta di ottenere certezze».