22 ottobre 2021
Aggiornato 09:00
Sicurezza stradale | Incidenti

Lega: Omicidio stradale già visionato dal Governo. Ingroia: «Intervento stravagante»

«Inammissibile dopo aver commesso una strage essere a casa». Ferranti: «Maroni e Palma uniti per dare fiato alla propaganda»

ROMA - «Ancora una volta la Lega Nord risponde con i fatti alla politica del gossip e dei proclami. Non a caso la conferma arriva dal ministro Roberto Maroni, che porterà in consiglio dei ministri la proposta di legge, già visionata dal governo, che ho presentato a luglio con l'obiettivo di istituire il reato di omicidio stradale». E' quanto ha dichiarato il deputato della Lega Nord, Davide Cavallotto.
«Se il Consiglio dei ministri approverà questa proposta mi impegnerò affinché raccolga in Parlamento il maggior consenso fra tutti i partiti di maggioranza e opposizione. Non è ammissibile, in un Paese civile, che ci si possa mettere alla guida ubriachi o sotto l'effetto di droghe e il giorno dopo aver commesso una strage essere a casa come se nulla fosse. Adesso - ha concluso Cavallotto - mi aspetto nei fatti l'appoggio bipartisan dei molti colleghi che a parole hanno sostenuto questa iniziativa. In questi casi è necessario mettere da parte i giochi di Palazzo per dare risposte concrete ai cittadini».

Ingroia: «Omicidio stradale? Intervento stravagante» - Intervenendo al meeting di Cortina Incontra, il sostituto procuratore di Palermo Pietro Ingroia, ha parlato della recente proposta del ministro dell'Interno, Robeto Maroni di introdurre il reato di omicidio stradale. «Mi sembra un intervento stravagante come idea» ha commentato il magistrato che ha poi aggiunto: «Inseguendo l'emergenza-momento si inseguono norme-manifesto». Per il magistrato, intervenuto anche su questioni attinenti al nuovo codice unico antimafia, «Mi sembra si navighi a vista e questo, credo, sia allarmante per tutti noi».

Ferranti: «Maroni e Palma uniti per dare fiato alla propaganda» - «E' grave che due tra i più importanti ministri del governo, Giustizia e Interni, uniscano le loro forze per dare fiato alla propaganda». Così il capogruppo del Pd in commissione Giustizia, Donatella Ferranti. «Maroni e Nitto Palma, infatti, hanno annunciano l'intenzione di introdurre il reato di omicidio stradale seguendo il solito schema: ogni volta che gravi fatti di cronaca colpiscono giustamente l'opinione pubblica - prosegue Ferranti in una nota - il governo annuncia che ci saranno nuove figure di reato che facilitano il ricorso alla carcerazione preventiva. In realtà, i ministri Maroni e Nitto Palma non possono non sapere che il giudice può già ricorrere alle norme del codice, come quelle sul dolo eventuale o l'omicidio preterintenzionale, per punire adeguatamente l'omicidio stradale non colposo. Almeno ora, quando vanno a far visita nei penitenziari - conclude l'esponente Pd - evitino di propagandare le riforme sulle pene alternative al carcere nelle quali evidentemente non credono neanche loro stessi».

Pd: «Silenzio su azzeramento fondi per piano nazionale» - «I ministri Maroni e Nitto Palma nella loro conferenza stampa avrebbero dovuto dare conto dell'azzeramento dei fondi per il piano nazionale della sicurezza stradale. Avrebbero poi dovuto spiegare che, nonostante la scure dei tagli, la polizia stradale ha fatto e continua a fare enormi sforzi per ridurre i morti sulle strade, un obiettivo che, certamente, non si raggiunge con gli annunci del governo». Così Silvia Velo, vicepresidente Pd della Commissione Trasporti di Montecitorio, la quale ha aggiunto: «è triste che sulle sciagure il governo faccia propaganda, magari per distrarre l'attenzione degli italiani da una manovra economica disastrosa. La certezza della pena per chi causa incidenti e morti sulle strade è un tema reale e proprio per questo deve essere affrontato con serietà, a partire dalle norme del codice che già esistono e con più coraggio da parte dei magistrati che sono chiamati ad applicarle».

Noi Sud: «Condividiamo pienamente la proposta» - «Condividiamo pienamente lo spirito del provvedimento e ce la sentiamo di sostenere un disegno di legge in questo senso». Lo afferma Adriana Poli Bortone, presidente nazionale di Io Sud, in merito alla proposta, lanciata dai ministri Nitto Palma e Roberto Maroni, per l'introduzione nel codice penale del reato di «omicidio stradale».
Si tratta, secondo la senatrice, di un «richiamo alla responsabilità, e di una norma che va nella direzione di una maggiore giustizia su una questione tremendamente attuale che vede in moltissimi casi i pirati della strada farla assolutamente franca, sia per alcuni difetti di applicazione delle norme già in vigore, sia per l'assenza di norme. Quindi il provvedimento annunciato da Palma e Maroni riempie, in questo caso, un vuoto legislativo».
«Come ci ricorda l'Associazione sostenitori amici della Polizia stradale - conclude Adriana Poli Bortone in una nota - nel nostro Paese ogni anno quasi 5mila persone perdono la vita in seguito a scontri stradali, e si stima che almeno un terzo di questi sia riconducibile alla fattispecie dell'omicidio stradale, moltissimi in più rispetto agli omicidi commessi con arma da fuoco o da taglio. Quindi, non vogliamo che uccidere con una macchina o un camion continui a essere molto più semplice che uccidere con le armi».