22 ottobre 2019
Aggiornato 00:30
Rifiuti

Emergenza a Palermo. Comune e Amia non trovano l'intesa

L'azienda ha bisogno di 18 milioni di euro per il risanamento

PALERMO - Non è giunto neanche dopo una notte di trattative l'accordo tra il Comune di Palermo e l'Amia. I dipendenti dell'azienda che si occupa di raccogliere e gestire i rifiuti nel capoluogo siciliano, da ieri sono nuovamente in stato d'agitazione e si riuniscono in assemblea durante tutti e tre i turni di raccolta, causando l'accumulo di rifiuti per le strade della città.
Per il risanamento aziendale, i commissari straordinari di Amia avevano chiesto a Palazzo delle Aquile 18 milioni di euro; una somma che il Comune non è disposto a concedere, fermo restando la rassicurazione, da parte del sindaco Diego Cammarata, che nessun dipendente è a rischio licenziamento, come ventilato invece nei giorni scorsi dai commissari straordinari, che avevano espresso preoccupazione per 400 lavoratori.

Intanto la situazione rifiuti a Palermo rischia di precipitare ulteriormente. Strade invase da cumuli di immondizia, e l'aria irrespirabile a causa dell'innalzamento delle temperature, oltre a rappresentare un pericolo per la salute pubblica, offrono uno spettacolo poco edificante della città, soprattutto alle migliaia di turisti giunti in questi giorni a Palermo. Preoccupazione in tal senso è stata espressa dal consigliere comunale di Sel Nadia Spallitta: «Non mi è chiaro - ha detto la Spallitta - se e come siano state autorizzate le assemblee sindacali che stanno mettendo in ginocchio la città, che arrecano danno al decoro e all'immagine in un periodo di grande turismo, e rischi sulla salute pubblica e privata, per la presenza di ratti e scarafaggi segnalati in varie parti del territorio centrali e periferiche, con tutte le malattie che ne possono derivare».