15 dicembre 2019
Aggiornato 08:30
Missioni all'Estero

Del Vecchio: Tensioni in Kosovo prova che la Nato serve ancora

Il Senatore del Pd: «Ci vogliono anni per risolvere conflitti atavici»

BELGRADO - La nuova escalation delle tensioni che si registra in queste ore nel Nord del Kosovo, a maggioranza serba, «conferma ulteriormente le forti perplessità che ho già espresso in Senato circa l'ulteriore riduzione prevista della missione della Nato in Kosovo, Kfor». Lo dichiara a TM News il senatore Pd Mauro Del Vecchio, mentre in Italia si discute di missioni all'estero e mentre il governo di Pristina invia forze di polizia nelle zone a maggioranza serba per rafforzare il controllo ai punti di confine a seguito dell'entrata in vigore dell'embargo alle merci serbe in ingresso in Kosovo. Immediate sono scattate le proteste dei serbi contro i poliziotti kosovari e sono stati uditi alcuni colpi di arma da fuoco: gli uomini di Kfor sono sul posto per impedire che le due parti vengano a contatto e le proteste degenerino in violenza.

«Conflitti atavici» - «Questa è la conferma della profonda perplessità che ho già espresso venerdì scorso in Senato circa la prevista riduzione di Kfor», riferisce Del Vecchio. Da generale dell'Esercito italiano, l'attuale senatore Pd ha guidato numerose missioni nei Balcani, in Bosnia, Macedonia e lo stesso Kosovo. «Per esperienza ho già indicato che alcuni anni non bastano a ristabilire il controllo di situazioni di conflitto ataviche, entro le quali la Comunità internazionale ha un ruolo essenziale di garanzia», valuta il senatore. «Quanto è accaduto stanotte - aggiunge - ne è la prova: la polizia kosovara ha ancora grandi difficoltà ad operare nelle aree a maggioranza serba del paese».

La missione Kfor è operativa in Kosovo dal 1999 ed è stata ridotta all'inizio del 2010 da 15.000 a 10.000 uomini: non sono stati ancora stabiliti i tempi di una ulteriore riduzione di 5.000 uomini. L'Italia partecipa attualmente a Kfor con circa 650 uomini.