10 dicembre 2019
Aggiornato 04:00
Crisi economica

D'Antoni: Stop alla «responsabilità», il Pd passa alla controffensiva

«Sarà politica e sociale: basta comprensione. Servono le elezioni»

ROMA - «La nostra responsabilità è finita nel momento in cui abbiamo accelerato i tempi per l'approvazione del documento finanziario. Ora partirà una controffensiva politica e sociale da parte del Pd senza precedenti, non potremo più avere un atteggiamento comprensivo. Occorre una svolta che potrebbe essere anche le elezioni anticipate». L'ex segretario della Cisl Sergio D'Antoni, responsabile nazionale dell'organizzazione e delle politiche del Pd sul territorio, considera irripetibile la coesione parlamentare fra opposizione e governo sui tempi di approvazione della manovra, sottolineando che ora per il maggior partito di opposizione si è aperta una stagione politicamente all'attacco.

NODI AL PETTINE - «Dopo tre anni in cui è stata nascosta la crisi i nodi sono venuti al pettine e la risposta del governo nella manovra finanziaria - ha accusato D'Antoni, a margine della riunione in Sicilia degli amministratori locali del Pd su Manovra finanziaria appena approvata e federalismo è stata la più antisociale e antimeridionalista che si ricordi.
«Tra le operazioni più pericolose - ha detto ancora D'Antoni - c'è quella sui ticket sanitari perché mette a rischio l'universalità del servizio sanitario nazionale, e la Sicilia ne risentirebbe maggiormente. Altro aspetto preoccupante l'introduzione di una clausola di salvaguardia di 25 miliardi di euro sull'Irpef, tra il 2013-2014, che colpirebbe lavoratori dipendenti e pensionati. E infine il bollo sui titoli, che finisce per essere una patrimoniale contro il risparmio, mentre si dovrebbero colpire i grandi patrimoni».