26 gennaio 2020
Aggiornato 12:30
La vesione del Premier sul giallo

Berlusconi: Salva-Fininvest? Tutti sapevano. Bossi: Non è vero

Premier: «La norma è sacrosanta». Quagliariello: «Il Pdl presenterà un ddl al Senato»

ROMA - Silvio Berlusconi dà la sua versione sul giallo del comma 23, ossia la norma salva-Fininvest, prima inserita in manovra e poi ritirata, e di cui nessuno si è voluto assumere la paternità. Per spiegare che quella norma era stata discussa in Consiglio dei ministri e dunque era nota a tutti, compresi Tremonti e la Lega, e che comunque resta «sacrosanta». Al punto che potrebbe essere ripresentata «durante il percorso in Parlamento» perché a quel punto la sentenza sul maxi risarcimento per il Lodo Mondadori sarà già stata emessa e nessuno potrà più dire che si è trattato dell'ennesima legge «ad personam». Una versione però smentita nel giro di poche ore da Umberto Bossi: «Non ne sapeva niente nessuno», è il gelido commento del leader della Lega.

Sia come sia, il Pdl è pronto a ripresentare la norma «salva-Fininvest». Dopo l'annuncio di Berlusconi è infatti arrivata la conferma del vicepresidente dei senatori Gaetano Quagliariello: presenterà in Senato un ddl che affronterà «in termini strutturali e ben articolati» il tema al centro della norma, inserita in manovra e poi tolta, che interessava il lodo Mondadori. Il ddl, ha detto Quagliariello, sarà «a firma mia e di Gasparri. Ne parleremo a tempo debito - ha aggiunto - è una cosa che ha molto a che fare con lo sviluppo».
Il presidente del Consiglio ha parlato durante la presentazione del libro di Domenico Scilipoti 'Il re dei peones' ed è sembrato volersi togliere qualche sassolino dalla scarpa. Il primo: la norma «non l'ho scritta io» ha premesso. Secondo sassolino: «E' stata discussa durante il Cdm» e «Tremonti - ha spiegato - non ha ritenuto di portarla al voto, essendo sicuro che tutti i componenti della coalizione fossero d'accordo». Terzo: «Calderoli - ha riferito il premier - mi ha detto 'perchè non me l'hai detto l'avrei scritta meglio e l'avrei sostenuta».
Berlusconi ci ha anche tenuto a ribadire che «io e la Fininvest non abbiamo bisogno di nessuna norma per salvarci» e comunque «questa norma è sacrosanta, equilibrata, ed è molto semplice spiegarla: mi sembra logico che ci sia una fidejussione che garantisca la possibilità di restituire i soldi ove si ribalti la sentenza di terzo grado. Si può anche rimandare il pagamanto al terzo grado», ma in ogni caso «è la norma più giusta e sacrosanta che si possa immaginare».

Ma se questa è la versione del premier, a confutarla arrivano Umberto Bossi e prima ancora il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli: «Ribadisco, ancora una volta - ha affermato in una nota - di non aver mai nè letto nè visto la cosiddetta norma sul Lodo Mondadori e di aver appreso della sua esistenza soltanto dai lanci delle agenzie di stampa, la settimana successiva al Consiglio dei ministri».