23 maggio 2024
Aggiornato 02:00
Manovra finanziaria

Fini: La norma «lodo» è inopportuna

«Non sussiste alcun margine di intervento della Presidenza della Camera»

ROMA - E' stato inopportuno inserire nel Dl manovra la norma «lodo» - che il Premier Berlusconi annuncia sarà ritirata - e che avrebbe consentito si fermare in appello i risarcimenti superiori ai 10 milioni e in Cassazione quelli superiori ai 20, incidendo così anche sul caso Mondadori. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Fini ha risposto al capogruppo Pd Dario Franceschini che gli chiedeva di valutare la corrispondenza tra gli atti esaminati dal Consiglio dei ministri e quelli all'esame di Parlamento e Quirinale: «Partendo da un elemento dell'ordinamento che è indiscutibile», ovvero che «la competenza sulla deliberazione e l'emanazione dei decreti legge è assegnata in via esclusiva al Governo e al Presidente della Repubblica, ciascuno secondo proprie prerogative costituzionali. E' noto a lei e ai capigruppo - ha aggiunto - che il rappresentante del Governo in sede capigruppo aveva annunciato a domanda del Presidente che il Ddl di conversione della manovra sarà presentato in prima istanza a Senato. Sarà Palazzo Madama, una volta emanato il Dl, a valutare il provvedimento in tutti suoi aspetti, di merito e procedurale. Alla luce di queste considerazioni non sussiste alcun margine di intervento della Presidenza e ciò ovviamente a prescindere dal mio personale giudizio politico in materia di totale inopportunità di inserire nella legge finanziaria la norma che oggi si dice ritirata».