31 marzo 2020
Aggiornato 04:00
Comunali 2011 | Ballottaggio a Milano

La volata Moratti-Pisapia tra veleni e «caccia al voto» spietata

Con «zingaropoli» fallito subito il tentativo di abbassare i toni della campagna elettorale

MILANO - Nonostante la volontà di cambiare registro, la campagna elettorale per il ballottaggio a Milano è stata tutt'altro che un confronto pacato sui programmi. Due settimane di toni accesissimi, sfociati anche in aggressioni vere o presunte, ma anche promesse dell'ultimo minuto, scambi di accuse fra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, confronti tv disertati e denunce in Procura. La Milano che si appresta ad andare al secondo turno delle comunali, fatto che non si verificava dal 1997 (primo mandato di Gabriele Albertini), ha dovuto fare i conti con la fibrillazione di un centrodestra scottato dal risultato del primo turno e con un centrosinistra galvanizzato dall'inatteso vantaggio. A decidere sarà infatti la capacità del centrosinistra di riportare alle urne tutti i propri elettori e quella del centrodestra di motivare gli astenuti del primo turno. Una caccia al voto senza esclusione di colpi che comunque ha provocato una mobilitazione collettiva che in città non si vedeva da anni.

A dare fuoco alle polveri sono stati i pezzi da novanta del centrodestra. La Milano guidata da un'eventuale giunta di Pisapia sarebbe una «zingaropoli», «islamopoli», «spinellopoli» e «graffitopoli» hanno detto subito dopo la batosta del primo turno. Il leghista Mario Borghezio ha addirittura definito lo sfidante della Moratti come un candidato gradito da Al Qaeda. Una linea dalla quale il sindaco uscente ha cercato di smarcarsi, cambiando anche la squadra di comunicatori. Da qui la decisione di puntare sugli incontri con la gente nei quartieri, spesso accompagnata dall'ex sindaco Gabriele Albertini, per rimarcare una continuità che invece a inizio mandato aveva rinnegato. Una sterzata che si è però scontrata con una crescente tensione, sfociata anche in aggressioni.
Prima il Pdl milanese ha denunciato l'aggressione di Franca Rizzi, madre dell'assessore comunale allo Sport Alan Rizzi, poi la parte avversa, nella stessa giornata, ha registrato l'aggressione di un fan di Giuliano Pisapia. Una tensione durata per qualche giorno e soppiantata poi dallo scontro sulle promesse elettorali.

Concitatissimi sono stati anche gli ultimissimi giorni di campagna elettorale, che culminerà in due grandi concerti organizzati da entrambe le parti in piazza del Duomo, stasera quello del centrodestra, domani quello del centrosinistra. I continui botta e risposta fra i due candidati, assediati dai giornalisti a ogni appuntamento pubblico, hanno lasciato sul tappeto anche un'inchiesta giudiziaria pendente: Giuliano Pisapia ha infatti presentato una querela alla Procura di Milano denunciando scorrettezze, finti sostenitori che disturbavano i cittadini, e falsi operi/geometri a prendere misure nei vari quartiere della città dicendo alla gente che lì sarebbe stata realizzata la moschea più grande d'Europa. Grandi assenti, rispetto alla votazione del primo turno, i 'big' politici delle coalizioni che appoggiano i candidati: Silvio Berlusconi e Umberto Bossi (che ieri ha disertato un appuntamento con Letizia Moratti) hanno fatto una fugace apparizione a Milano, nonostante il ministro Matteoli avesse annunciato che anche per il ballottaggio il premier sarebbe sceso in campo. Due comizi, uno a Rho e uno a Milano per Pier Luigi Bersani, che ha preferito affidare ai vertici regionali del partito la partita per 'conquistare' Milano.

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