15 aprile 2021
Aggiornato 09:00
Dl sviluppo

Sos spiagge, Legambiente lancia la «Presa della battigia»

Oggi e domani tuffi collettivi per salvarle dal rischio cementificazione

ROMA - Palermo, Comacchio, Mondragone, Civitanova Marche e Vasto sono alcune delle «città simbolo del rischio cementificazione delle coste italiane», da dove oggi è partita la Presa della battigia, un tuffo collettivo per riappropriasi delle spiagge e del mare, che Legambiente ha organizzato in occasione dell'edizione 2011 di Spiagge e Fondali puliti. Un SOS in difesa delle spiagge e del diritto di tutti i cittadini di accedere al mare che l'associazione ambientalista lancia oggi e domani per manifestare dissenso verso il decreto Sviluppo.
Il provvedimento, si spiega in una nota, concedendo ai privati un diritto di superficie sul demanio per 20 anni, senza gara e senza alcun controllo, rende molto concreta l'ipotesi di veder spuntare nuovi edifici sui litorali d'Italia.

E così dalle cinque città emblema della speculazione edilizia in riva al mare è partito il blitz performance dei volontari di Legambiente ispirato al film documentario Marenegato: volevo solo fare un tuffo, un'analisi del rapporto tra i cittadini di Palermo e il loro mare, realizzata raccogliendo le storie dei 26 chilometri della costa palermitana, in gran parte non balneabile e preda di club privati e stabilimenti balneari. Il capoluogo siciliano conta ben 12 km di costa in cui è interdetta la balneazione per motivi d'inquinamento (2,994 km) o per zona portuale o per mancanza di servizio di salvataggio (9 km) e per questo l'unico tratto di costa balneabile di 14,57 km è completamente occupato dagli stabilimenti che raramente concedono l'ingresso libero.

«Una legge che consente ai privati di esercitare un diritto di superficie così lungo sul demanio - ha dichiarato il direttore di Legambiente Rossella Muroni - rappresenta, di fatto, una privatizzazione delle spiagge che inevitabilmente porterà alla costruzione di nuove strutture lungo le nostre coste già oggi in molti punti pesantemente antropizzate. Una minaccia reale per il paesaggio costiero italiano e per la libera fruizione del mare - ha aggiunto Muroni - che Legambiente insieme al popolo dei bagnanti intende continuare a difendere».