20 novembre 2019
Aggiornato 23:30
Pdl e Lega contro Pisapia

A Milano al via la «guerra dei volantini»

Dal Carroccio anche manifesti sul rischio di una Milano-Zingaropoli

MILANO - A nove giorni dal ballottaggio per la scelta del nuovo sindaco di Milano il centrodestra avvia la controffensiva quartiere per quartiere a colpi di volantini che citano il programma di Giuliano Pisapia e «avvisano» gli elettori sul tipo di città che si troverebbero, a loro parere, in caso di vittoria del candidato di centrosinistra: tassisti e tranvieri stranieri che prendono il posto dei milanesi, una grande moschea da costruire chissà dove, rom aiutati dal Comune a costruirsi case, vigili senza più compiti di pubblica sicurezza, voto amministrativo agli immigrati, riconoscimento delle unioni omosessuali e più tasse locali. Sono questi i temi sui quali sia il Pdl sia la Lega puntano per far recuperare voti a Letizia Moratti.

Per distribuire i primi tre tipi di volantini, su commercio, immigrazione e vigili, il Pdl ha arruolato anche Ombretta Colli, senatore e ex presidente della Provincia, che ieri ha 'battuto' il mercato di via Canaletto. La Lega inizierà invece oggi da piazza San Babila dove si ritroveranno l'europarlamentare Matteo Salvini e il presidente del Consiglio regionale Davide Boni. L'obiettivo comune è quello di «stanare» il «trasformista» Pisapia partendo dalle citazioni dal suo programma «fumoso».
Un dibattito in cui ha fatto irruzione ieri Silvio Berlusconi promettendo che Milano «non andrà agli estremisti» e ricordando le «bandiere con la falce e martello» che hanno festeggiato la vittoria al primo turno di Giuliano Pisapia.

«Milanese avvisato mezzo salvato...» scrive il Carroccio sui suoi volantini. Citando dalla pagina 27 del programma di Pisapia la Lega si scaglia contro l'apertura dei concorsi pubblici agli stranieri, la realizzazione di «un grande centro di cultura islamica» e l'ipotesi di agevolare «esperienze di autocostruzione» di case da parte dei rom. Da pagina 23 i lumbard citano il riconoscimento del diritto di voto amministrativo agli stranieri e lo stop alle ordinanze sulla sicurezza. Nel mirino anche l'ipotesi di aumento delle tasse comunali a pagina 18, l'Ecopass per tutti di pagina 13 e il «registro delle unioni civili» di pagina 22.
La pagina più controversa è però la 26, nella quale Pisapia cita via Padova come «un laboratorio sociale», mentre per il Carroccio è tutt'altro che un modello da esporre in tutta Milano. Volantini a parte la Lega affiggerà anche una serie di manifesti che rilanceranno le parole di Umberto Bossi con la scritta «Milano Zingaropoli con Pisapia», accompagnata dall'appello «Vota Letizia Moratti».