15 luglio 2020
Aggiornato 12:30
Amministrative

Fli presenta lista fasciocomunista, Pennacchi-show

Lo scrittore dà nome a lista latina: Avrei candidato anche Asor Rosa

ROMA - «Se c'ha 'na possibilità sola 'sto paese de ripijasse nasce da qua... la situazione di Latina è para para quella dell'Italia». Ha esordito così Antonio Pennacchi in sala stampa alla Camera dove oggi ha presentato la lista di Futuro e Libertà per le elezioni comunali di Latina cui ha deciso di prestare il suo cognome, senza candidarsi, perché, ha spiegato, «non voglio fare politica, faccio lo scrittore, il mio mestiere è raccontare storie, per fare politica non c'ho più il cuore, sono malato di cuore, morirei».

La lista che sostiene il candidato a sindaco Filippo Cosignani si chiama «Pennacchi per Latina-Fli», è stata già ribattezzata la lista fasciocomunista dal libro autobiografico di Pennacchi, trent'anni da operaio, passato dalle file dell'Msi a quelle del Pci: «Qualcuno dice che i fascisti e i comunisti insieme non ci possono stare - ha spiegato lo scrittore con una marcata inflessione dialettale - dicono che se devono o mena' o spara'. Ma mentre loro se menano Berlusconi e gli altri si fanno i cazzi loro...Mo basta, fermatevi. Se le ideologie del '900 sono finite, perché fermarsi nei vecchi recinti? Bisogna superare gli steccati. Bisogna costruire un'unità di popolo, uno spirito nazionale per la libertà di tutti non di uno solo». Quindi ha confessato: «Io so' ancora scritto al Pd, mo' me cacceranno. Il numero due della lista Massimiliano Lanzidei è iscritto al Prc...il mio sogno è che si sciolgano quei partiti e che se ne faccia uno nuovo altrimenti, se non stiamo insieme, chi ci frega sono sempre i padroni...».

Seduto tra gli ex An Fabio Granata, Italo Bocchino, Roberto Menia, Claudio Barbaro, lo scrittore di Latina non ha risparmiato gli elogi al fascismo perché «toglieva ai ricchi per dare ai poveri» e «se stai con Berlusconi non sei più erede di queste cose. Allora nella spartizione dell'eredità del fascismo a noi resta il senso dello Stato, l'unità della patria, le bonifiche, lo stato sociale, a Gasparri le leggi razziali e le guerre perse. Quindi vaffanculo a Gasparri». Lo scrittore ha mandato anche un messaggio ad Adolfo Urso e Andrea Ronchi che ieri hanno dato vita a una propria associazione dentro Fli: «Li invito a venire a fare campagna elettorale a Latina per Fli. Si turino il naso per Pennacchi e facciano campagna elettorale per Fli». Infine ha confessato di aver apprezzato molto il contestatissimo intervento di Alberto Asor Rosa sul Manifesto: «A me è piaciuto, gli avrei chiesto di candidarsi, la sua è stata una provocazione artistica ma non c'ha manco tutti i torti perché sarebbe ora che i Carabinieri se l'annassero a pija'...».