24 agosto 2019
Aggiornato 18:00
Processo breve

Ok dalla Camera con 314 voti, il provvedimento torna al Senato

Secondo l'opposizione la legge è una tagliola che manderà al macero un numero impressionante di processi

ROMA - L'Aula della Camera ha approvato a maggioranza, con i voti del centrodestra, il ddl sul processo breve. I sì sono stati 314 , i voti contrari 296, nessuno si è astenuto. Il provvedimento, che torna ora all'esame del Senato, è stato profondamente modificato rispetto al testo uscito da Palazzo Madama: vi è stata infatti inserita la norma che accorcia la prescrizione per gli incensurati e che, una volta approvata in via definitiva, provocherà l'estinzione del processo Mills in cui è imputato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Una copia della Costituzione italiana è stata esposta da ogni deputato del Pd e dell'Italia dei Valori durante il voto finale sulla prescrizione breve alla Camera. Al momento dell'apertura della votazione ogni deputato di Pd e Idv si è alzato in piedi e ha mostrato una copia della Carta provocando il brusio della maggioranza.

Secondo l'opposizione la legge è una tagliola che manderà al macero un numero impressionante di processi, fatta solo per salvare Silvio Berlusconi dai guai giudiziari. Per la maggioranza, una norma di diritto che sveltirà l'iter giudiziario per i milioni di italiani imbrigliati in noie di tribunale: inciderà sullo 0,2% dei processi, ha rassicurato il ministro Alfano. Ma il cosiddetto processo breve, che introduce palesi tagli alle prescrizioni di molti reati, rischia di far concludere anzitempo e con un nulla di fatto numerosi procedimenti giudiziari, alcuni anche molto importanti. Dai numeri di Csm e Anm risulta che potrebbero essere cancellati in un giorno oltre 15.000 reati, con l'azzeramento di migliaia e migliaia di processi.

Fra i processi che secondo le opposizioni rischiano di finire al macero, quelli per i crolli a seguito del terremoto dell'Aquila, quello per il crac Parmalat, con 100mila risparmiatori truffati e 22 persone imputate per bancarotta e associazione a delinquere, oltre a una serie di banche indagate e imputate, il processo per il crack Cirio, il processo Eternit di Torino (dove ci sono quasi 3.000 parti offese), quello per lo scandalo rifiuti a Napoli.