28 gennaio 2020
Aggiornato 02:30
Processo Mediatrade

«Berlusconi a giudizio, reati anche da Premier»

Lo dice il PM Fabio De Pasquale: «La frode fiscale potrebbe essere ancora in corso»

MILANO - Lo dice all'inizio del suo intervento il pm Fabio De Pasquale: «Bisogna processare Silvio Berlusconi e gli altri 11 imputati». Il magistrato dell'accusa spiega che a suo dire «Berlusconi agì da socio occulto di Frank Agrama, intermediario dei diritti tv con le major, anche quando era presidente del Consiglio». E, aggiunge il pm, la frode fiscale contestata fino al 2009 «a quanto ne so potrebbe essere ancora in corso». Il premier risponde anche di appropriazione indebita fino al 2006. De Pasquale che sollecita il processo anche per lo stesso Agrama, per Piersilvio Berlusconi e il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, ricorda: «C'è stata un'attività di ostruzione sulle rogatorie, aspettiamo risposte ancora da Hong Kong, Usa e Irlanda».

Il magistrato parla anche delle polemiche intorno alle rogatorie, innescate dai ricorsi degli indagati stranieri e che avevano portato l'Alta Corte di Honk a chiedere alle autorità italiane di poter sentire lo stesso De Pasquale in merito ad asserite irregolarità di cui sarebbe stato protagonista. Il processo Mediatrade, una costola di Mediaset - racconta il pm - nasce per caso dalla segnalazione di un pm svizzero in relazione ai conti Ubs a Lugano che fanno ipotizzare responsabilità del produttore Daniele Lorenzano e di Frank Agrama già coinvolti nell'inchiesta principale.

Il magistrato è molto critico anche con quello che era stato definito il new deal del gruppo Mediaset. «Cambiano i manager che si occupano dei diritti tv, ma non cambia nulla» sono le parole del pm in relazione ai fondi neri sulla compravendita di diritti tv. Dopo De Pasquale ha parlato il collega Sergio Spadaro sugli aspetti fiscali. L'udienza riprenderà alle 15 con il primo intervento delle difese, Alessio Lanzi per Confalonieri.