20 novembre 2019
Aggiornato 15:00
Berlusconi sexy-gate

Dalla Giunta della Camera: ok a conflitto, polemica sui Responsabili

Pd: «Il loro voto è legato alla nomina Romano». Domani la decisione di Fini sugli eventi

ROMA - A tutela delle sue prerogative costituzionali, la Camera deve sollevare davanti alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzioni nei confronti dei giudici di Milano che hanno rinviato a giudizio Silvio Berlusconi per il caso Ruby: è passato per un voto (11 a 10) in Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio il parere della maggioranza sulla richiesta dei capigruppo Pdl, Cicchitto, Lega, Reguzzoni, e Ir, Sardelli. Determinanti i voti dei due deputati responsabili, Elio Belcastro e Bruno Cesario, che si sono presentati alla seduta solo in extremis, secondo l'opposizione, «non appena è stata trasmessa la notizia dell'imminente nomina di Romano a capo del ministero dell'Agricoltura».

BOCCHINO - Secondo il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, Berlusconi «ha dovuto sottostare al diktat dei Responsabili e nominare ministro Saverio Romano nonostante le note e annunciate perplessità del Quirinale. L'ha dovuto fare per assicurarsi il voto dei 'disponibili' in Giunta su questioni che sono del tutto personali. È ormai evidente che siamo in una situazione senza precedenti che mette a repentaglio la libertà di azione del presidente del Consiglio». Ha parlato di «elementi inquietanti» la capogruppo del Pd in Giunta, Marilena Samperi, che «avvalorano la tesi di un presidente del Consiglio ricattato».

BELCASTRO - «Malpensanti», li ha liquidati Belcastro assicurando di essere stato «sempre coerente e leale con la coalizione». Poi ha raccontato la sua versione dei fatti: «Ho appreso della nomina di Romano a ministro dal collega del Fli Lo Presti entrando in Giunta. Non mi sarei mai prestato né mi presterei mai ad atteggiamenti ricattatori nei confronti di chiunque». Ovviamente, ha spiegato il finiano Lo Presti, ho accolto il loro arrivo in Giunta «ironicamente» dicendogli: «Mi fa piacere che siano arrivati anche se molto tardi e in limine votazione. Do loro il benvenuto e mi congratulo per la imminente nomina di Romano a ministro. Ritengo che il loro ritardo sia dovuto proprio a questo».

FINI - Incassato il primo sì dalla Giunta per le Autorizzazioni, domani la richiesta della maggioranza passerà al vaglio della Giunta per il Regolamento convocata dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, alle 9 per esaminare una questione di cui non esistono precedenti. Acquisito il secondo parere la terza carica dello Stato avrà due strade: decidere direttamente di sottoporre la richiesta di conflitto di attribuzione al voto dell'Aula, come chiesto dal Pdl e dal parere della Giunta approvato oggi; oppure seguire una consolidata prassi procedurale che, nel caso in cui si tratti di valutare se elevare o meno un conflitto da parte della Camera nei confronti di altro potere dello Stato, riconosce all'Ufficio di presidenza, dove però i numeri sono a favore dell'opposizione, un ruolo di 'filtro'. «La valutazione negativa operata da parte di tale organo ha condotto in passato alla mancata sottoposizione della questione all'Assemblea», spiegava Fini nella riunione del 2 marzo scorso. Anche se l'ultima parola spetta comunque al presidente della Camera.