Di Virgilio: Serve cautela prima di giudicare
Nota del deputato del PDL: «In bailamme mediatico bisogna ribadire il valore del diritto alla vita»
ROMA - «In queste ore molti discutono del testamento biologico mentre sarebbe auspicabile una certa cautela prima di esprimersi sic et simpliciter su un argomento così delicato». Lo dichiara il deputato Pdl Domenico Di Virgilio, relatore del provvedimento sul fine vita.
LA NOTA - «In tutto questo bailamme mediatico - prosegue Di Virgilio in una nota - preme solo ribadire un semplice ma fondamentale concetto e cioè che il diritto alla vita è sempre stato garantito in tutte le società. Si tratta, infatti, di un principio fondamentalmente laico, e quindi comune a tutte le culture e civiltà. Un paziente in stato vegetativo permanente è una persona gravemente disabile, ma rimane, pur sempre, una 'persona' con la propria identità e dignità umana. A questa 'persona' sono perciò dovute tutte le cure ordinarie ed adeguate che comprendono, in linea di principio, anche la somministrazione di acqua e cibo (anche per via artificiale), considerata come mezzo naturale di conservazione della vita e non come un trattamento terapeutico specifico. Il diritto di libertà della persona per quanto attiene alle scelte relative alle cure, incontra oggettive limitazioni nelle circostanze in cui la persona venga a perdere la capacità di decidere, ovvero di comunicare le proprie decisioni».
«Il provvedimento all'esame del Parlamento - conclude Di Virgilio - si muove proprio nel senso di garantire il diritto al consenso informato. Prevede, cioè, uno strumento nuovo che consente all'individuo, finché si trova nel possesso delle sue facoltà mentali, di dare disposizioni per l'eventualità e per il tempo nel quale tali facoltà fossero gravemente scemate o scomparse».