12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Caso Ruby

Mons. Girotti: Chiesa non può far finta di nulla

Il reggente della Penitenzieria apostolica vaticana: «C'è bisogno di veri cattolici in politica, stanno venendo meno»

ROMA - «Se quanto scrivono i giornali sul presidente del Consiglio risultasse vero, la Chiesa non può che prendere le distanze, sarebbe contro la sua identità fare finta di nulla»: lo afferma monsignor Gianfranco Girotti, reggente della Penitenzieria apostolica vaticana, che aggiunge: «Da parte nostra ci sarebbero solo dissenso e sconcerto».

In un'intervista al Secolo XIX, il capo del tribunale della Santa Sede che si occupa di indulgenze, peccati, assoluzioni e pene, spiega che «colui che ha un ruolo istituzionale deve soprattutto attenersi ai principi etici, non può essere difforme da questi, questo è nella logica della morale cristiana e dei comportamenti». Secondo monsignor Girotti la Chiesa non è stata, nel corso del tempo, troppo accondiscendente con Berlusconi. «Io non credo, penso anzi che la Chiesa abbia il dovere di trattare con le istituzioni ufficiali. La Santa Sede ha rapporti improntati soprattutto alla schiettezza, alla lealtà, all'impegno. Non credo che la Chiesa abbia avuto un atteggiamento preferenziale verso una corrente o l'altra, se attualmente ha avuto un rapporto con questa istituzione è perché non poteva fare diversamente. In tutti gli incontri che ci sono stati credo che la Santa Sede si è comportata nel modo dovuto».

«La Chiesa - dice poi il presule a proposito dei cattolici in politica - si sta adoperando affinché abbiano spazio quelle scuole che riescano a produrre e formare quelle nuove leve che abbiano a testimoniare la dottrina sociale della Chiesa, c'è un estremo bisogno di questi uomini che stanno venendo meno».