25 aprile 2024
Aggiornato 15:00
Afghanistan

Oggi la camera ardente per Miotto a Roma

Il padre: «Non tutto è chiaro, ma quello che ci interessa è che Matteo non ce lo restituisce nessuno»

ROMA - La camera ardente per il primo caporal maggiore Matteo Miotto, caduto il 31 dicembre in Afghanistan a seguito di un colpo d'arma da fuoco sparato da un cecchino, sarà allestita presso il Policlinico Militare «Celio» di Roma, dalle ore 16.30 alle ore 19 di oggi. Le esequie solenni si terranno nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli in Roma domani alle 11.

«Non tutto è chiaro» nella morte di Matteo, ha affermato Francesco Miotto, il papà del militare morto nel Gulistan, che ai microfoni di Skytg 24 ha spiegato: «Quello che ci interessa è che Matteo non ce lo restituisce nessuno». Lui «era orgoglio e speranza per me e mia moglie», sostiene. «Questa è un'esperienza che non auguro a nessuno». Il papà del soldato ucciso ha raccontato di avere appreso la notizia «con brutalità». «Sono caduto dalla poltrona. Mi ha chiamato un ufficiale, mi pare di ricordare dall'Afghanistan. Mi ha chiesto se ero io, poi mi ha detto: volevo comunicarle che suo figlio è deceduto».

Miotto aveva 24 anni. Era arrivato in Afghanistan lo scorso luglio. Il militare si trovava in una torretta di guardia all'interno di una base nella valle del Gulistan, nell'Ovest del Paese, quando è stato colpito. Assieme agli uomini del suo reparto e a una componente del genio era impiegato nella Task Force South East che, dal primo settembre, ha iniziato ad operare nell'area al confine con l'Helmand.