14 giugno 2021
Aggiornato 05:30
Il Santo Padre

Nuovo appello del Papa contro le violenze religiose: basta odio

All'Angelus di Santo Stefano monito sulle persecuzioni dei cristiani. Il Ministro degli Esteri Frattini: «Forte preoccupazione. In Nigeria prevalga la moderazione»

ROMA - Ancora violenze nel giorno di Santo Stefano a Jos, nel centro della Nigeria, dove sono state date alle fiamme diverse case: la polizia ha registrato almeno un morto. Alla vigilia di Natale, una serie di attentati dinamitardi contro abitazioni e chiese ha causato numerose vittime fra la popolazione cristiana, almeno 32 morti e decine di feriti.
In questa regione la tensione tra comunità cristiane e musulmane è altissima e le violenze interreligiose hanno provocato diverse centinaia di morti quest'anno. Nell'Angelus domenicale il Papa ha ricordato le vittime lanciando un appello alla pace: «In questo tempo del Santo Natale il desiderio e l'invocazione del dono della pace si sono fatti ancora più intensi. Ma il nostro mondo continua ad essere segnato dalla violenza, specialmente contro i discepoli di Cristo. Desidero esprimere il mio sentito cordoglio per le vittime di queste assurde violenze, e ripeto ancora una volta l'appello ad abbandonare la via dell'odio per trovare soluzioni pacifiche dei conflitti e donare alle care popolazioni sicurezza e serenità».

FRATTINI: «SIAMO PREOCCUPATI» - Anche il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha espresso «forte preoccupazione» per la situazione. «Allorché la violenza viene associata alla professione di un credo religioso vengono dolorosamente vulnerati quei principi universali di pace e fratellanza che di ogni religione costituiscono l'essenza».
«E' elemento fondamentale dell'impegno italiano a favore della libertà di culto e della tolleranza religiosa la ferma condanna di qualsiasi forma di violenza e di intolleranza», ha proseguito Frattini, che ha concluso: «Al mio profondo dolore per le vittime si accompagna il forte appello affinché in Nigeria le ragioni della moderazione e della pacifica convivenza tra fedi diverse prendano il sopravvento».