24 maggio 2024
Aggiornato 07:00
Lodo Alfano

Per Napolitano limita Capo Stato.Pdl: lo cambieremo

"Irrazionale Camere votino su Quirinale a maggioranza semplice

ROMA - Doccia fredda su governo e maggioranza dal Colle: con una lettera inviata al presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, Carlo Vizzini, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha sostanzialmente bocciato una buona metà della nuova versione del lodo Alfano, la parte cioè che riguarda le prerogative del presidente della Repubblica. Napolitano ha infatti sollevato "profonde perplessità" per il fatto che lo scudo ai processi penali per le alte cariche dello Stato appare in contraddizione con la Carta e rischia di "ridurre l'indipendenza del capo dello Stato".

Obiezioni di merito, quelle di Napolitano: "non posso fare a meno di rilevare - sottolinea infatti il capo dello Stato - che la decisione assunta dalla commissione Affari Costituzionali del Senato incide, al di là della mia persona, sullo status complessivo del Presidente della Repubblica riducendone l'indipendenza nell'esercizio delle sue funzioni". Secondo Napolitano, infatti, la nuova versione del ddl "contrasta con la normativa vigente risultante dall'articolo 90 della Costituzione e da una costante prassi costituzionale" e "appare viziata da palese irragionevolezza nella parte in cui consente al Parlamento in seduta comune di far valere asserite responsabilità penali del Presidente della Repubblica a maggioranza semplice anche per atti diversi dalle fattispecie previste dall'articolo 90 della Carta", (Attentato alla Costituzione e Alto Tradimento), possibilità invece esclusa dalla normativa costituzionale vigente e dalla costante prassi applicativa e non contemplata neppure dalla legge prima versione del lodo Alfano, datata 2008.