29 marzo 2020
Aggiornato 21:00
Il caso Montecarlo

Su «dossieraggio» e lettera Santa Lucia è scontro finiani-Pdl

Il ministro di Santa Lucia: «La lettera su Tulliani è vera». Ghedini: «Ipotesi folle e diffamatoria per coinvolgere Berlusconi»

ROMA - Prosegue lo scontro tra 'finiani' e Pdl sulle ultime rivelazioni relative alla casa di Montecarlo che, un tempo parte del patrimonio immobiliare di An, è finita a Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Gianfranco Fini.

La lettera del governo dell'isola di Saint Lucia che dimostrerebbe che la casa è stata comprata da una società offshore di proprietà di Tulliani, la Timara Ltd, è «vera», ha riferito al Fatto Quotidiano Lorenzo Rudolph Francis, il ministro della Giustizia di St. Lucia, il cui nome appare sulla lettera indirizzata al suo primo ministro, King Stephenson. La notizia è stata ripresa in apertura dal Giornale. Il quotidiano di Antonio Padellaro, peraltro, ha parlato anche con la stamperia che fornisce il governo di St Lucia, secondo la quale l'intestazione del documento non corrisponde a quello ufficiale. «La prossima settimana rilasceremo un comunicato ufficiale su questa materia», afferma il Guardasigilli del paese caraibico.

BOCCHINO - «Non abbiamo alcun dubbio sui vertici dei servizi segreti, che sono straordinari, e sull'istituzione. Però c'è sempre stato qualche pezzetto deviato che fa il doppio lavoro. Qui qualcuno ci ha messo la manina. Abbiamo individuato qualche percorso». Lo dichiara Italo Bocchino, capogruppo alla Camera di Futuro e libertà per l'Italia.
Il documento di «dossieraggio» relativo alla casa di Montecarlo e finito al fratello della compagna di Gianfranco Fini e proveniente da Santa Lucia è «una patacca», ribadisce Bocchino ai microfoni di SkyTg24. «Il problema ormai riguarda la democrazia in questo paese», afferma Bocchino.
Il 'finiano' ribadisce le sue accuse a Valter Lavitola: «Abbiamo notizie certe su quello che è accaduto, quando sarà fatta chiarezza completa emergerà che se c'è un leader politico che fa un'operazione tutta politica, anche di dissenso, può accadere che venga sottoposto al linciaggio». Secondo Bocchino, al momento di decidere le candidature «Berlusconi ci raccomandò Lavitola perché insieme a Sica lo aveva molto aiutato in operazione di caduta governo Prodi».

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