27 luglio 2021
Aggiornato 01:30
Università

Gelmini ai ricercatori: non fermate le lezioni

L'appello del Ministro dell'Istruzione: «Creerebbe notevolissimi disagi agli atenei e non sarebbe rispettoso degli studenti»

ROMA - A pochi giorni dall'inizio della discussione del dl di riforma universitaria, già approvato al Senato, il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, invia un chiaro messaggio ai ricercatori intenzionati a bloccare le lezioni e a non accettare incarichi di supplenza in vista del nuovo anno: «Interrompere la didattica - ha detto Gelmini - creerebbe notevolissimi disagi agli atenei e non sarebbe rispettoso per il diritto allo studio degli atenei stessi».

Il responsabile del Miur ha sottolineato che «c'è la massima attenzione per realizzare le progressione delle carriere: sono previsti fondi appositi per favorire il passaggio da ricercatore a professore associato, ma questo deve avvenire attraverso un piano» strategico chiaro e lineare.
Gelmini ha lanciato quindi un vero e proprio «appello ai ricercatori» riguardo «l'astensione didattica» che si sta profilando: «non accettiamo che venga interrotta a scapito degli studenti che rischiano di perdere mesi del loro studio e rallentare in questo modo - ha concluso il ministro - il loro percorso universitario».

ELIMINATI I CORSI INUTILI - Il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, ha oggi firmato il decreto ministeriale - n. 17/2010 - attraverso cui il numero complessivo dei corsi di laurea viene ridotto di quasi il 20%: «L'eliminazione di corsi di laurea inutili e dequalificanti - ha detto Gelmini durante una conferenza stampa a palazzo Chigi, alla presenza del ministro del Mef Giulio Tremonti - era un provvedimento necessario per favore il mantenimento di nuovi corsi di laurea e per garantire agli studenti una maggiore qualità».
Il responsabile del dicastero di viale Trastevere ha specificato che «i corsi di laurea passeranno da 6.000 a 4.800 circa: in parallelo il numero di scuole di specializzazione sono passate tramite chiusure e accorpamenti da 1.800 a 1.200. E' prevista, inoltre, l'eliminazione di tutte le misure che permettevano 'sconti' nel calcolo dei docenti necessari per attivare un corso di studio, riducendo i requisiti».