«Dio ci viene incontro, la Fede trasforma l'egoismo»
Il Pontefice: «Il pentimento è lo strumento che riconduce alla Verità»
ROMA - Dio è il primo a «venirci incontro», a riconoscerci come suoi figli e «solo la fede può trasformare l'egoismo in gioia e riannodare giusti rapporti con il prossimo e con Dio». Con queste parole papa Benedetto XVI ha ricordato, durante l'Angelus recitato dal balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il senso profondo del Vangelo di oggi dove Gesù narra «le tre parabole della misericordia», a cominciare da quella del Figliol prodigo.
IL RUOLO DEL PENTIMENTO - «Cari amici - ha detto il Papa -, come non aprire il nostro cuore alla certezza che, pur essendo peccatori, siamo amati da Dio? Egli non si stanca mai di venirci incontro, percorre sempre per primo la strada che ci separa da Lui. Il libro dell'Esodo ci mostra come Mosè, con fiduciosa e audace supplica, riuscì, per così dire, a spostare Dio dal trono del giudizio al trono della misericordia. Quando Egli parla del pastore che va dietro alla pecorella smarrita, della donna che cerca la dracma, del padre che va incontro al figliol prodigo e lo abbraccia, queste non sono soltanto parole, ma costituiscono la spiegazione del suo stesso essere ed operare».
«Il pentimento - ha aggiunto - è la misura della fede e grazie ad esso si ritorna alla Verità».
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