3 aprile 2020
Aggiornato 22:30
Iran

Il figlio di Sakineh: venerdì la lapidazione. Frattini: nulla è deciso

Il Ministro degli esteri francese Kouchner: «Pronto ad andare a Teheran se necessario»

TEHERAN - E' una corsa «diplomatica» contro il tempo per cercare di salvare la vita a Sakineh Mohammadi Ashtian, la donna iraniana di 43 anni, accusata di adulterio e di complicità nell'omicidio del marito e condannata alla lapidazione. Oggi, il figlio Sajjad Qaderzadeh, 22 anni, ha affermato di temere che la madre potrebbe essere lapidata venerdì prossimo, alla fine del Ramadan. Circostanza confermata in serata anche dall'avvocato della donna.

Ma in serata le parole del ministro degli Esteri, Franco Frattini al Tg1, ridanno speranza. «Non è stata presa alcuna decisione da Teheran», ha detto il titolare della Farnesina. «Il nostro ambasciatore ha incontrato le autorità di Teheran che ci hanno confermato» che per ora non è stata presa «nessuna decisione. La lapidazione per ora non ci sarà», ha aggiunto Frattini. Da Parigi, il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, ha detto di essere pronto a recarsi a Teheran per ottenere il rilascio di Sakineh. «E' una pena e un atto insopportabile, il culmine della barbarie, il ritorno al Medioevo», ha detto il capo della diplomazia francese. «se serve andare a Teheran, ci andrò», ha aggiunto.

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