25 settembre 2020
Aggiornato 09:00
Inchiesta P3

Dai pm l'ex presidente della corte di Appello di Palermo

E domani l'ex presidente della corte di appello di Milano, Alfonso Marra

ROMA - Sarà sentito oggi l'ex presidente della Corte d'appello di Palermo Umberto Marconi, nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3. Il magistrato sarà ascoltato come persona informata sui fatti dagli inquirenti della Procura di Roma. Agli atti il suo nome viene fatto in relazione alla vicenda che ha riguardato il presidente della Campania Stefano Caldoro.
Entro la fine della settimana, quasi certamente domani, sarà invece sentito Alfonso Marra, ex presidente della Corte d'Appello di Milano.

CARBONE - Sentito ieri, l'ex primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, ha ribadito la correttezza del suo operato e spiegato agli inquirenti di non aver mai compiuto alcun abuso. In particolare Carbone ha spiegato di non aver dato seguito ad alcuna pressione per anticipare la trattazione dei procedimenti che riguardavano Nicola Cosentino o la Mondadori. «Ho solo comunicato delle date già fissate, decisioni già prese da altri uffici», ha detto. In merito al voto per la nomina di Alfonso Marra alla presidenza della corte d'appello di Milano, Carbone ha ripetuto che è stata una sua libera scelta, secondo coscienza, riconoscendo il valore del collega, ritenuto il candidato più idoneo.

GIRO DI BOA - L'inchiesta sulla cosiddetta P3 è quasi al giro di boa, dopo l'ascolto di numerosi testimoni e interrogatori di indagati eccellenti, ma molte sono state le reticenze, le condotte tese a ribadire che si è operato secondo la legge e che non si dava credito alle pressioni del geometra-giudice tributario Pasquale Lombardi o dell'imprenditore Arcangelo Martino. Sono, secondo gli inquirenti, insieme con Flavio Carboni gli elementi di una associazione per delinquere dai contorni poco chiari se non pericolosi. Un'associazione capace di entrare nei palazzi delle istituzioni, sollecitare il trattamento di ricorsi in Cassazione, spingere un candidato allo scranno di presidente della corte d'appello di Milano, provare a tutelare il lodo Alfano in Corte costituzionale.